Isabella Ragonese: differenze tra le versioni

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*Il mio essenziale cambia sempre. È sfuggente. Lo capisci dopo, se in un certo momento eri felice o no: mentre vivi non ci pensi. Ci vuole una certa distanza.
*Mi ero detta che, se non avessi combinato niente come attrice, non mi sarei incaponita e avrei cambiato mestiere. Invece ho fatto talmente tante cose che i miei [[trentenne|30 anni]] mi sembrano 50. Come se avessi vissuto tante vite, più di così non li potevo sfruttare.
*Viviamo nell'epoca dell'ipercomunicazione, mandi sms, foto ed email, ma "mi piaci" e "[[ti amo]]" sono parole difficili da dire quando le pensi davvero. Così preferisci avere tante storie leggere anziché una importante. Perché a una relazione vera ti devi dedicare, non è una cosa così naturale come ci porta a credere il mito romantico del grande amore: i nostri nonni stavano insieme 50 anni, con rinunce penso, e senza troppo romanticismo, ma la loro era comunque una forma d'amore, un "[[voler bene|volere bene]]" in senso bello, volere il bene dell'altro, rispettarlo, non fargli male. Invece noi al primo problema diciamo ecco, allora non è lui. Ci vorrebbe un po' di concretezza tra amore idealizzato e realtà.
 
{{Intestazione|Mario di Caro,''[http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/03/28/isabella-ragonese-palermo-bella-trasandata-che-nostalgia.html Isabella Ragonese Palermo bella e trasandata che nostalgia del rinascimento]'', ''la Repubblica.it'', 28 marzo 2010}}