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→‎Mario Capanna: Paragrafo Amendola
*Una volta passato il primo momento di curiosità, una volta stufo delle buffonate, il maggio '68 mi ha disgustato. Perché non ammetto che si taglino degli alberi per fare delle barricate (alberi, cioè vita; una cosa che va rispettata), che si trasformino in pattumiere luoghi pubblici che sono un bene e una responsabilità per tutti, che si coprano di graffiti degli edifici, universitari o meno; né che il lavoro intellettuale e la gestione delle istituzioni vengano paralizzate dalla logomachia. ([[Claude Lévi-Strauss]])
*Vedevo una generazione, una bella fetta di generazione almeno, persa dietro certi incantatori di serpenti che perseguivano i loro obiettivi senza scrupoli. Anche a destra, badi. E tanti ragazzi ci sono andati di mezzo, giocandosi la vita propria e spesso anche quella altrui. ([[Nicola Pietrangeli]])
 
===[[Giorgio Amendola]]===
*Mi offende l'aspetto dilettantesco di certe esperienze compiute con la pretesa di avere le spalle ben coperte dalla famiglia o dalla società.
*Pretendere di realizzare nella scuola un'oasi di uguaglianza è una velleitaria utopia. Significa infatti ignorare che nella scuola, e fuori della scuola, le differenze di classe esistono, sono feroci, ed esigono un'azione politica di lunga durata.
*Sono sempre stato molto diffidente verso quella stagione di confuse speranze e di finte rivoluzioni. Fu un gran polverone che conteneva aspetti positivi. [...] Quello che rimprovero a quel movimento è di aver attutito, nella sua generosa spinta egalitaria, il senso di responsabilità individuale che io ritengo debba sempre essere preminente nella lotta per trasformare una società.
 
===[[Mario Capanna]]===
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