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==''Bluff di parole''==
*C'è chi [[viaggio|viaggia]] per perdersi, c'è chi viaggia per trovarsi. (p. 9)
*Sono (presumo d'essere) [[onestà|onesto]]. Si rischia qualcosa, di questi tempi. Oggi l'onestà è una dote losca, più assai dell'intelligenza. Abituarsi a nascondere entrambe. (p. 9)
*Fascino binario del [[gioco d'azzardo|gioco]], fra il piacere del vincere e l'estasi del perdere, sfogo d'aggressione amorosa e pulsione infrenabile di morte. (p. 10)
*Oggetti di tenerezza: le comparse nei film americani degli anni Trenta, i dischi a 78 giri, i calendari degli anni passati... (p. 10)
*Se una lezione ho imparato riguardo a questa cosa strana che è la vita, è che conviene viverla come se... Come se fossero reali tutte le larve che ci siamo inventate (amore, amicizia, famiglia, gloria, Dio...), di cui si maschera il niente. (p. 10)
*La luna è cattolica, il sole è mussulmano. (p. 11)
*[[Scrittura|Scrivere]]: contravveleno o veleno? (p. 11)
*Peccato che i [[delitto|delitti]] meglio eseguiti, i delitti perfetti, insomma, siano rimasti privi di firma; e che gli autori in cambio d'una banale impunità abbiano perso la gloria. (p. 11)
*Mi è impossibile amare una donna che non mi ami. Potrei esserle amico, ma niente di più. Ogni donna che non mi ama è un uomo. (p. 12)
*[[Sirena|Sirene]]: Vissero feroci e stupende. Una laringite le vinse. (p. 16)
*[[Indovinelli dai film|Indovinello]]: Un servo sciocco, infedele, bugiardo, che alla fine ci abbandona, nudi vermi di niente, senza un saluto... Il [[corpo]]. (p. 16)
*Una trappola in cui i siciliani cadono volentieri: pretendere di capire la [[Sicilia]] prima di capire sé stessi. (p. 23)
*Il creato è un'antologia di figure retoriche. Esso per primo è, insieme, un ''usteron proteron'' e un ossimoro. (p. 23)
*[[Morte|Morire]] è facile, prima o poi ci riescono tutti. (p. 23)
*Le Pasque, i Ferragosti, i Natali... I Natali, le Pasque, i Ferragosti... Così se ne va la nostra vita. (p. 24)
*Gli [[orgasmo|orgasmi]] senili, per rari e difficoltosi che siano, sono di specie migliore che non le rapide effusioni di gioventù. Sismi ondulatorii più che sussultorii, prodighi d'una protratta, quasi femminea, voluttà. (p. 24)
*Battaglie: La [[ragione]] vince tutte le scaramucce. Vincesse una battaglia ch'è una! (p. 29)
*Conversando, sforzatevi di dire di tanto in tanto una [[banalità]]. L'amor proprio di chi vi ascolta ve ne sarà riconoscente. (p. 33)
*Una donna dev'essere molto bella per permettersi la [[verginità]]. (p. 34)
*E dire che io e lui abbiamo un nemico in comune: lui me, io pure. (p. 34)
*Uno dei miei pochi piaceri: dispiacere a chi non mi piace. (p. 35)
*Metamorfosi del [[critico]]: fu un tempo giudice areopagita; quindi patrono; quindi complice e sodale dello scrittore. Oggi, novanta volte su cento, mezzano e giullare del re. (p. 35)
*Non è l'affievolirsi della vista, dell'udito, della memoria, della libido che segna l'avvento della [[senilità|vecchiaia]] e annunzia la prossima fine; ma è, dall'oggi al domani, la caduta della curiosità. (p. 37)
*Controfavola: "Il re è nudo!", gridò il bambino. Non era vero, ma nessuno della folla ebbe cuore di contraddire un bambino cieco.<ref>{{cfr}} la voce ''[[w:I vestiti nuovi dell'imperatore|I vestiti nuovi dell'imperatore]]'' su Wikipedia.</ref> (p. 37)
*È colpa nostra se Dio non esiste. (p. 38)
*I [[sogno|sogni]]: spazzatura della ragione. (p. 42)
*In alternativa al [[suicidio]], che esige qualche virtù manuale e morale di difficile uso, ammutinarsi contro la vita. (p. 42)
*Tiro ogni giorno contro me stesso cento [[calcio di rigore|calci di rigore]]. Grazia o disgrazia, prendo sempre il palo. (p. 42)
*L'essere più spregevole, se lo penso mentre rincasa solo alle tre di notte e si guarda il viso disfatto nello specchio dell'ascensore, come lo sento fratello e socio in miseria, innocenza, desolazione, pietà! (p. 42)
*[[Biografia]]: Nacque, omissis, morì. (p. 43)