Differenze tra le versioni di "Benazir Bhutto"

*Il colpo di stato non stava andando secondo i piani di Zia. Per tradizione, i pakistani avevano sempre abbandonato i leader che perdevano il potere e si erano schierati con il vincitore. Ma in questo caso la deposizione di mio padre ad opera di Zia ricadeva su chi l'aveva perpetrata. Anziché abbandonare mio padre, il popolo si stringeva intorno a lui e altri dirigenti politici tre settimane dopo il colpo di stato, milioni di persone sfidarono la legge marziale per ascoltare papà che si recava a visitare le principali città del Pakistan. In Occidente non si sono mai viste folle paragonabili per numero a quelle asiatiche; tuttavia, anche secondo i nostri criteri, le masse che accorrevano per salutare mio padre erano oceaniche. (p. 130)
 
*''Cogito, ergo sum'''.... Penso, dunque sono. A Oxford ho sempre avuto difficoltà con questa premessa filosofica, e ora ne ho molte di più. Penso anche quando non vorrei, ma via via ce i giorni passano, non sono affatto sicura di esistere. Per esistere davvero una persona deve fare qualcosa, deve agire e causare una reazione. Ho la sensazione che non vi sia nulla su cui possa lasciare la mia impronta.<br>L'impronta che mio padre ha lasciato in me, tuttavia, mi aiuta a continuare. Tenacia, onore, principi: nelle storie che mio padre ci raccontava da bambini, i Bhutto vincevano sempre le battaglie morali. (p. 145)
 
*La trasmissione dell'eredità politica alle donne era diventata una tradizione dell'Asia meridionale. [[Indira Gandhi]] in India, [[Sirimavo Bandaranaike]] nello Sri Lanka, Fatima Jinnah e mia madre in Pakistan, ma non avevo mai pensato che potesse accadere anche a me. (p. 148)
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