Differenze tra le versioni di "Leonardo Sciascia"

(sistemo)
*E di fronte all'[[Annunciata di Palermo]], si noti la piega della mantellina che scende al centro della fronte : che per il pittore, al momento, avrà avuto un valore soltanto compositivo, ma a noi dice di un capo conservato nella cassapanca tra gli altri del corredo, e tirato fuori nei giorni solenni, nelle feste grandi; e si noti anche l'incongruenza, peraltro stupenda, della destra sospesa nel gesto ieratico (mentre è del tutto naturale al soggetto — diciamo alla donna contadina — il gesto della sinistra a chiudere i lembi della mantellina); e l'altra incongruenza di quel libro aperto, sul quale si ha il dubbio che mai gli occhi della giovane donna potrebbero posarsi a cogliere le parole e il senso; e poi il mistero del sorriso e dello sguardo, in cui aleggia carnale consapevolezza e nessun rapimento, nessuno stupore (se non si vuole, nel sorriso che appena affiora, scorgere magari un'ombra di malizia). (pp. 37-38)
*E questa può essere la più ovvia conclusione su Antonello: che un uomo straordinariamente «oggettivo» si è trovato a vivere e ad esprimere compiutamente, impareggiabilmente, il momento più «oggettivo» che la storia della pittura abbia mai toccato. (p. 39)
*Non c'è turista che viaggiando per la Sicilia – minimo che sia il suo interesse alle cose dell'arte – tra Palermo e Messina non si senta obbligato o desideroso di fermarsi a [[Cefalù]]: e dopo averne ammirato il Duomo e sostato nella piazza luminosa che lo inquadra, non imbocchi la stradetta di fronte a destra per visitare, fatti pochi passi, il Museo Mandralisca. Dove sono tante cose – libri, conchiglie e quadri – legati, per testamento del barone Enrico Mandralisca di Pirajno, al Comune di Cefalù: ma soprattutto vi è splendidamente isolato, folgorante, quel [[Ritratto d'ignoto marinaio|ritratto virile]] che, tra quelli di Antonello da Messina che conosciamo, è forse il più vigoroso e certamente il più misterioso e inquietante. (p. 40)
*[...] che cosa è la fotografia se non verità momentanea, verità di un momento che contraddice altre verità di altri momenti? (p. 188)
*Un libro, dunque, è come riscritto in ogni epoca in cui lo si legge e ogni volta che lo si legge. E sarebbe allora il rileggere un leggere: ma un leggere inconsapevolmente carico di tutto ciò che tra una lettura e l'altra è passato su quel libro e attraverso quel libro, nella storia umana e dentro di noi. (p. 291)