Differenze tra le versioni di "Karl Marx"

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*Marx affermava che il lusso è un vizio esattamente come la povertà e che dovremmo proporci come meta quella di "essere" molto, non già di "avere" molto. (Mi riferisco qui al vero Marx, all'umanista radicale, non alla sua volgare contraffazione costituita dal «comunismo» sovietico.) ([[Erich Fromm]])
*Marx dà già una forma-partito alla struttura propriamente politica della forza che dovrà essere, secondo il Manifesto, il motore della rivoluzione, della trasformazione, dell'appropriazione, quindi finalmente della distruzione dello Stato, e della fine del politico come tale. ([[Jacques Derrida]])
*Marx da solo non è molto brillante. Si ha l'impressione che egli maturasse le proprie opinioni soltanto attraverso una serrata critica delle opinioni altrui, come se l'acume e la forza della sua mente potessero esercitarsi soltanto negli attacchi al pensiero degli altri, come se egli riuscisse a precisare il proprio pensiero solo facendo distinzioni che escludevano le idee altrui. ([[Edmund Wilson]])
*Marx era un sociologo e non uno psicologo e a quel tempo la psicologia scientifica non era ancora nata. Di conseguenza, il problema di sapere come mai gli uomini abbiano sopportato per migliaia di anni lo sfruttamento e l'avvilimento, in una parola, l'asservimento, è rimasto senza risposta. ([[Wilhelm Reich]])
*Marx non avrebbe mai voluto una rivoluzione comunista in [[Russia]] per il semplice fatto che la Russia non era una potenza industriale che produce oltre al profitto anche una massa di operai. Era invece un paese latifondista abitato soprattutto da contadini che non a caso alcuni grandi scrittori come Gogol chiamavano "''anime morte''". In Russia le libertà borghesi non esistevano, quindi non esisteva la democrazia e non poteva evolversi con il comunismo marxista. ([[Alfredo Reichlin]])
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