Differenze tra le versioni di "Gilbert Keith Chesterton"

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*È facile, a volte, donare il proprio sangue alla patria, e ancor più facile donarle del denaro. Talvolta è più difficile donarle la verità. <ref> Da una lettera alla fidanzata; citato in [[Paolo Gulisano]], [http://www.ilsussidiario.net/News/Cultura/2013/2/7/CHESTERTON-Quella-profezia-sui-banchieri-di-Wall-Street/361296/ ''Chesterton, quella "profezia" sui banchieri di Wall Street''], ''Il sussidiario.net''. </ref>
*È l'[[amore e odio|odio]] che unisce gli esseri umani, mentre l'[[amore e odio|amore]] è sempre individuale. (citato in [[John Lukacs]], ''Democrazia e populismo'', traduzione di Giovanni Ferrara degli Uberti, Longanesi, 2006, p. 148)
*È strano, ma l'esempio che mi viene in mente è quello di un libro intitolato ''L'uomo che fu Giovedì''. Era una sciocchezzuola un po' melodrammatica, pure conteneva una sua particolare teoria: un gruppo degli ultimi sostenitori di un ordine civile, lottano contro quello che, apparentemente, appare come un mondo in preda all'anarchia e scoprono, infine, che il misterioso capo degli anarchici è anche a capo dell'ordine costituito, la stessa creatura fiabesca che gli era apparsa piuttosto come l'orco di una pantomima. Soluzione logica (o folle) che ha indotto molti ad arguire che, in questo essere dalla natura ambigua, dovesse leggersi la descrizione della divinità, e il mio libro godette anche di un temporaneo rispetto tra coloro che amano questo tipo di intepretazioneinterpretazione. L'errore era dovuto semplicemente al fatto che avevano letto il libro, ma non il titolo. Nel mio caso, veramente, si trattava di un sottotitolo. Il libro si chiamava ''L'uomo che fu Giovedì. Storia di un incubo''. Non era inteso come la descrizione del mondo qual era o come io pensavo che fosse, anche quando i miei pensieri erano molto più incerti di quanto non siano ora. Era la descrizione del mondo di dubbi, di disordine e di disperazione del quale parlavano i pessimisti a quell'epoca, ma con un barlume di speranza posto proprio nell'alternativa insita in quel dubbio che anche i pessimisti, a tratti, avvertivano. (dall' ''Illustrated London News'' del 13 giugno 1936; citato alla p. 173 de ''L'uomo che fu Giovedì'', Arnoldo Mondadori Editore, traduzione di Luciana Crepax)
*Gli uomini [[coraggio|coraggiosi]] sono tutti dei [[vertebrato|vertebrati]]: sono morbidi in superficie e duri nel mezzo. (''Tremendous trifles'', cap. 33)
*I bambini, infatti, sono innocenti e amano la giustizia, mentre la maggior parte di noi è malvagia e naturalmente preferisce il perdono. (''On lying in bad and other essays'', a cura di Alberto Manguel, Bayeux Arts, 2000) <ref>Citato in ''Albero e Foglia'' di [[John Ronald Reuel Tolkien]] (edizione Bompiani dicembre 2008).</ref>
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