Differenze tra le versioni di "Christopher Hitchens"

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*{{NDR|Sui miracoli}} [...] se vi sembra di assistere a una cosa simile, ci sono due possibilità. La prima è che le leggi di natura siano state sospese (in vostro favore). La seconda è, invece, che voi abbiate equivocato o che soffriate di allucinazioni. E così la probabilità della seconda deve essere soppesata contro la probabilità della prima. Se voi sentire il racconto di un miracolo solo da una seconda o terza persona, le probabilità debbono essere conseguentemente corrette prima che possiate decidere di dare credito a un testimone il quale dichiara di avere visto qualcosa che voi non avete visto. E se parecchie generazioni vi separano dal "vedente", e non disponete di altre conferme, le probabilità devono essere modificate ancora più drasticamente. (p. 135)
*I mulini dei predicatori televisivi continuano a macinare, e i poveri continuano a finanziare i ricchi, proprio come se gli scintillanti templi e palazzi di Las Vegas fossero stati costruiti col denaro dei vincitori, anziché con quello degli spennati al gioco. (p. 152)
*{{NDR|Su [[Osho Rajneesh]]}} Era un uomo dagli occhi grandi e profondi, con un sorriso ammaliante e un naturale, per quanto a volte sboccato, senso dell'umorismo. La sua voce sibilante, solitamente diffusa a basso volume da un microfono durante il ''darshan'' mattutino, possedeva un timbro vagamente ipnotico. In qualche modo, essa serviva ad alleviare l'altrettanto ipnotica banalità dei suoi sermoni. (p. 186)
*{{NDR|Su [[Osho Rajneesh]]}} Nel complesso, il suo insegnamento era innocuo, se non fosse stato per un cartello - affisso all'ingresso della tenda dove il guru predicava - che non ha mai mancato di irritarmi e che recitava: «Calzature e teste devono essere lasciate all'ingresso». Lì vicino c'era una pila di scarpe e sandali e io, nella mia condizione ispirata, riuscivo quasi a figurarmi una catasta di menti vuote e abbandonate attorno a questo motto meschino e letteralmente insensato. (p. 187)
*{{NDR|Sull'imperativo categorico kantiano}} Il principio di Kant dice: «Agisci come se la massima della tua azione dovesse essere elevata dalla tua volontà a legge universale della natura». In questa sintesi di interesse reciproco e solidarietà, non c'è bisogno di alcuna autorità soprannaturale e costrittiva. E perché dovrebbe esserci? L'umana decenza non deriva dalla religione. La precede. (p. 254)
*La "fede" è da considerarsi una minaccia. Dovrebbe essere possibile per me continuare i miei studi e le mie ricerche, e per i buddisti girare la loro ruota. Ma il disprezzo per la ragione possiede la straordinaria peculiarità di non essere passivo. (p. 194)
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