Axel Munthe: differenze tra le versioni

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*I piccoli [[gnomo|gnomi]], i fedeli amici della mia infanzia, si sono fatti più rari da quando ero bambino. Io ne ho visti parecchi: uno vegliava al mio capezzale, e ad un altro, che abitava nella stalla delle mucche, io portavo molti dolciumi del mio albero di Natale. Ci sono perfino persone che vanno dicendo di non aver mai visto uno di questi piccoli ometti, alti quanto il palmo della mano, colle scarpine di legno, le lunghe barbe grigie e i berretti rossi. Ho davvero pietà di questa gente, essa ha perduto molto. Debbono avere la vista difettosa. Forse si saranno stancati gli occhi per aver troppo letto a scuola. Forse per questo sembrano dei piccoli vecchi e diventano uomini senza pace nell'anima, senza tenerezza nei cuori, senza propri pensieri, senza propri sogni, senza volontà di vivere, senza coraggio di morire. (pp. 15-16)
*La sapienza possiamo apprenderla da altri, la [[saggezza]] dobbiamo ricercarla in noi stessi. La sorgente della fonte della saggezza sgorga nel nostro proprio suolo, fra i profondi abissi dei nostri solitari pensieri e sogni. L'acqua della fonte è limpida e fredda come la verità, ma il suo sapore è amaro. (p. 16)
*Non si può essere un buon medico senza pietà. (p. 57)
*Il [[cane]] non può dissimulare, non può ingannare, non può mentire, perché non può parlare. Il cane è un santo. (p. 64)
*Non è ''un'' cane che amiamo, è ''il'' cane. Sono tutti press'a poco lo stesso, son tutti pronti ad amarvi e ad essere amati. Sono tutti i rappresentanti della più amabile e, in senso morale, più perfetta creazione di Dio. Se amavate il vostro amico morto non potete fare a meno d'averne un altro. Ahimé, anch'esso dovrà lasciarvi, perché coloro che sono amati dagli dei muoiono giovani. (p. 68)
*L'[[insonnia]] non uccide il suo uomo, se questi non si uccide da sé: l'insonnia è la causa più comune del suicidio. Ma uccide la sua gioia di vivere, distrugge la sua forza, succhia il sangue dal suo cervello e dal suo cuore come un vampiro; gli fa ricordare, durante la notte, quel che vorrebbe dimenticare con un beato sonno; gli fa dimenticare, durante il giorno, quel che vorrebbe ricordare. La memoria è la prima ad andarsene. Ben presto amicizia, amore, senso del dovere, perfino la stessa pietà, uno dopo l'altro seguono la stessa via. Solo la disperazione rimane a bordo del bastimento condannato, per spingerlo sulle rocce della fatale distruzione. [[Voltaire]] aveva ragione di mettere il sonno allo stesso livello della speranza. (pp. 277-278)
*Il diavolo stesso non può niente contro un uomo finché questi sa [[Risata|ridere]]. (p. 367)
 
==Bibliografia==