Differenze tra le versioni di "Benazir Bhutto"

m
nessun oggetto della modifica
m
m
*Ci potrebbero essere conseguenze tragiche per il subcontinente indiano se non venisse fatto ogni sforzo da parte della comunità internazionale per scongiurare un test nucleare dell'India. (da un'intervista nel 1996<ref name="lupis"/>)
*È deplorevole che in un'epoca di disarmo esista un programma indiano per missili a medio e lungo raggio. (da un intervista nel 1996)<ref name="lupis"/>
*{{NDR|SullSul conflitto indo-pakistano}} L'origine della tensione tra i nostri due paesi è il [[Kashmir]]. Io vorrei trovare una soluzione, ma l'India rifiuta ogni discussione: secondo New Delhi, non c'è nulla da discutere perché il Kashmir fa parte dell'India e basta. Con queste premesse ogni speranza di dialogo fallisce. (da un'intervista nel 1996<ref name="lupis"/>)
*Penso che esistano i falchi da entrambe le parti, nel mio paese come dall'altra parte del confine. Personalmente ho sempre creduto nel disarmo, nella non proliferazione nucleare e nella pace. Ho fatto ogni sforzo per mettere a bando, in Pakistan, i pregiudizi etnici e i settarismi di ogni tipo: quella che io chiamo la «cultura del Kalashnikov», cioè della gente che per risolvere i suoi problemi se ne va in giro con un mitra al collo. Io mi auguro che non venga mai il giorno, né in Pakistan né in India, in cui vincano i falchi.<ref name="lupis"/>
*In Pakistan la povertà ha molteplici dimensioni, comporta bassi redditi e l'impossibilità di soddisfare i bisogni primari, quali la salute, l'istruzione, la nutrizione, l'accesso all'acqua potabile e ad adeguati servizi igienici. L'impossibilità da parte dei poveri ad avere accesso a servizi sociali di base provoca in futuro la loro emarginazione sociale. Sebbene la povertà si sia attenuata nei periodi di governance democratica, alla fine degli anni '90 questa tendenza si è invertita.<ref name="pakistandonne">Da [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/10/22/il-futuro-del-pakistan-quello-delle-sue.html?ref=search ''Il futuro del Pakistan e quello delle sue donne''], ''la Repubblica'', 22 ottobre 2004.</ref>