Differenze tra le versioni di "Christopher Hitchens"

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*Basta cambiare il nome del paese di cui parliamo e diventa piuttosto chiaro che in Iraq non stiamo combattendo i vietcong ma i Khmer rossi, come alla fine i vietnamiti dovettero fare a nome nostro.
:''Change only the name of the analogous country and it becomes fairly clear that in Iraq we are fighting not the Vietcong, but the Khmer Rouge, as the Vietcong eventually had to do on our behalf.''<ref name="iraqvietnam"/>
*Bel posto, lo Zaire. È grande quanto gli Stati Uniti a est del Mississippi, ed è il secondo paese francofono più grande del mondo. Ha un'abbondanza colossale di risorse, situato com'è su vasti dipositidepositi di rame, cobalto e diamanti, tanto meno la sua immensa rete fluviale e la sua ricchezza di selvaggina e terra agricola. È stato il recipiente della grande generosità di ogni stirpe d'ente prestatore. Avrebbe potuto sprigionarsi dal «[[Terzo Mondo]]» una generazione fa. Invece, è diventato l'archetipo dello sfruttamento del sottosviluppo, una cosa che sia Waugh che Conrad non si sono disturbati a immaginare.
:''Great place, Zaire. It's as large as the United States east of the Mississippi, and it's the second-largest French-speaking country in the world. It has colossal resources, built as it is on vast reefs of copper, cobalt, and diamonds, to say nothing of its immense river network and its wealth of game and arable land. It has been the recipient of tremendous generosity from every kind of lending institution. It could have broken out of the "Third World" a generation ago. But instead it became a demonstration case of the deliberate uses of underdevelopment – something neither Waugh nor Conrad bothered even to imagine.''<ref name="africangothic"/>
*C'era un tempo in cui i nostri editorialisti sul [[feto]] avrebbero orgogliosamente fatto eco a [[Gloria Steinem]], dicendo che la sua esistenza indubitabile e necessaria non poneva un problema perché era "una massa di protoplasma dipendente" senza distinzione e maggiore dignità di un'appendice fiammeggiante. Sono sempre stato persuaso dal fatto che l'espressione "bambino non nato" sia una genuina descrizione della realtà materiale. Ovviamente il feto è vivo, quindi la disputazione se debba o meno essere considerata "una vita" è casuistica. Lo stesso si applica, da un punto di vista materialistico, alla questione se questa vita sia o no "umana". Cos'altro potrebbe essere? Anche per la sua "dipendenza", questo fatto non mi ha mai convinto, così come la radicale critica di ogni agglomerato di cellule umane in qualunque stato esse siano. Anche i bambini sono "dipendenti". Chiunque abbia visto un sonogrammo o abbia speso un'ora su un manuale di embriologia sa che le emozioni non sono il fattore decisivo. Al fine di [[Aborto|terminare una gravidanza]], devi ridurre al silenzio un cuore che batte, spegnere un cervello che cresce e, al di là del metodo, rompere delle ossa e distruggere degli organi.<ref>Da ''[http://www.ilfoglio.it/blog/63 Un Christopher Hitchens d'annata (1989) pro life]'', ''Il Foglio.it'', 5 marzo 2008.</ref>
*{{NDR|Sul [[Pakistan]]}} Eccovi una società in cui lo stupro non è un crimine. È una punizione. Le donne possono essere condannate allo stupro, da tribunali tribali e religiosi non ufficiali, se solo una voce riguardante la loro impudicizia rechi imbarazzo ai maschi della loro famiglia. In un contesto così oscenamente distorto, il termine controparte della vergogna, che è la nobile parola "onore", diventa più spesso associato con la parola "uccisione". Il coraggio morale consiste nella disponibilità a massacrare la tua propria figlia.
:''Here is a society where rape is not a crime. It is a punishment. Women can be sentenced to be raped, by tribal and religious kangaroo courts, if even a rumor of their immodesty brings shame on their menfolk. In such an obscenely distorted context, the counterpart term to shame – which is the noble word "honor" – becomes most commonly associated with the word "killing." Moral courage consists of the willingness to butcher your own daughter.''<ref name="abbottobadtoworse">{{en}} Da [https://www.vanityfair.com/news/2011/07/osama-bin-laden-201107 ''From Abbottobad to worse''], ''Vanity Fair'', luglio 2011</ref>
*Essendo sopravvissuti alle depredazioni di Mussolini, al tentativo del colonialismo britannico di dividerli su linee tribali, e a tre decenni di sanguinosa occupazione ed oppressione etiope, gli eritrei hanno realizzato qualcosa di eccezionale. Si sono sbarazzati della tutela esterna, pur conservando il meglio dell'Italia (il cibo e l'espresso, sebbene persino l'ammiratore più fervente non possa lodare il vino, che sa di acqua antiparassitario, il meglio dell'Inghilterra (il traffico pedonale ad Asmara è diretto da Girl Scouts dalle calze bianche modeste ma efficentiefficienti), e gran parte dei contatti utili con l'Etiopia.
:''Having survived Mussolini's depredations, the attempt by British colonialism to partition them along tribal lines, and three decades of bloody Ethiopian occupation and repression, the Eritreans have done a remarkable thing. They have gotten rid of outside tutelage, while retaining the best of Italy (the food and the espresso, though even an ardent fan cannot praise the wine, which tastes like sheep-dip), the best of England (pedestrian traffic in Asmara is directed by modest but efficient Girl Scouts wearing white ankle socks), and most of the useful contacts with Ethiopia.''<ref name="africangothic">{{en}} Da "''African Gothic"'', ''Vanity Fair'', (novembre 1994).</ref>
*{{NDR|Parlando dei fondamentalisti [[Islam|islamici]]}} Essi non ci danno pace e neppure noi dobbiamo dargliene. Non possiamo vivere sullo stesso pianeta, e sono contento, perché io non voglio viverci. Non voglio respirare la stessa aria di quegli psicopatici assassini, stupratori, torturatori, e abusatori di minori. È questione di "o io o loro". Sono veramente felice di questo, perché so che saranno loro. È un obbligo e una responsabilità sconfiggerli, ma è anche un piacere. Non lo vedo affatto come un lavoro sporco.
:''They<ref>Qui l'intervistatore inserisce: "''Islamist radicals or, as Hitchens calls them, Islamo-fascists''".</ref> gave us no peace and we shouldn't give them any. We can't live on the same planet as them and I'm glad because I don't want to. I don't want to breathe the same air as these psychopaths and murders and rapists and torturers and child abusers. Its them or me. I'm very happy about this because I know it will be them. It's a duty and a responsibility to defeat them. But it's also a pleasure. I don't regard it as a grim task at all.''<ref>Dall'''[http://www.freerepublic.com/focus/f-news/1457374/posts Interview with Christopher Hitchens]'', ''Washington Prism'', 16 giugno 2005.</ref>
*[[riguardi|Guàrdati]] dall'irrazionale, per quanto seduttivo. Rifuggi dal "trascendente" e da tutti quelli che invitano a subordinarti o ad annientarti. Diffida della compassione; preferisci la dignità per te e per gli altri. Non aver paura di essere considerato arrogante o egoista. Immàginati tutti gli esperti come se fossero mammiferi. Non essere mai spettatore dell'ingiustizia o della stupidità. Cerca la discussione e la disputa per il piacere che ti dànno; la tomba ti offrirà un sacco di tempo per tacere. Dubita delle tue stesse motivazioni e di ogni giustificazione. Non vivere per gli altri più di quanto tu ti aspetteresti che gli altri vivano per te.
:''Beware the irrational, however seductive. Shun the '"transcendent'" and all who invite you to subordinate or annihilate yourself. Distrust compassion; prefer dignity for yourself and others. Don't be afraid to be thought arrogant or selfish. Picture all experts as if they were mammals. Never be a spectator of unfairness or stupidity. Seek out argument and disputation for their own sake; the grave will supply plenty of time for silence. Suspect your own motives, and all excuses. Do not live for others any more than you would expect others to live for you.''<ref>Da ''Letters to a Young Contrarian'', Basic Books, 2005, p. 140.</ref>
*Ho deciso di fare il giornalista perché non volevo fare affidamento sulla stampa per avere delle notizie
:''I became a journalist because I did not want to rely on newspapers for information.''<ref>Da ''Love, Poverty, and War: Journeys and Essays'', Nation Books, 2004, ISBN 9781560255802</ref>
:''The two big tests for Eritrean society will be, and already are, the overcoming of tribal and religious fissures, and the emancipation of women. Both tasks are made easier by the nature of the war Eritrea fought, a people's war which involved both sexes, fighting together. Although the country is divided into nine ethnic groups and three main religions, the solidarity that has emerged from this is more than rhetorical.''<ref name="africangothic"/>
*Le ragioni per cui detesto il presidente [[George W. Bush]]? Sono varie. Permettetemi di enumerarle. Molte hanno a che vedere con la sua beata idea che la "fede" sia, in sé e per sé, una virtù. Questa mentalità compiaciuta spiega quasi tutto, dall'espressione tronfia del suo volto al modo in cui, quando era governatore del Texas, firmò tutte quelle condanne a morte senza batter ciglio. Spiega come mai ha abbracciato l'ex sgherro del Kgb Vladimir Putin, citando come base del loro bel rapporto il fatto che Putin portasse un crocifisso. (Ma Putin si è mai fatto vedere indossando quel crocifisso prima e sin d'allora? I suoi consiglieri gli avranno detto che il presidente degli Stati Uniti era una tale schiappa?) Spiega anche l'intervento imperdonabile che egli fece nella vita privata della famiglia Schiavo, partendo dal suo ranch in Texas per tentare di mantenere 'viva' una donna la cui autopsia dimostrò che il suo cervello si era dissolto riducendosi – con un tracciato al di sotto della linea piatta – molto tempo prima. Ecco a voi un uomo convinto che non esistano prove dell'evoluzione delle specie, che considera la ricerca sulle cellule staminali come qualcosa di sacrilego e che ostenta la strana convinzione che l'islam sia "una religione di pace". Comunque sia, ho sempre concordato con lui su una questione laica: il regime di Saddam Hussein andava rovesciato da tempo.
:''How do I dislike President George Bush? Let me count the ways. Most of them have to do with his contented assumption that 'faith' is, in and of itself, a virtue. This self-satisfied mentality helps explain almost everything, from the smug expression on his face to the way in which, as governor of Texas, he signed all those death warrants without losing a second's composure. It explains the way in which he embraced ex-KGB goon Vladimir Putin, citing as the basis of a beautiful relationship the fact that Putin was wearing a crucifix. (Has Putin been seen wearing that crucifix before or since? Did his advisers tell him that the President of the United States was that easy a pushover?) It also explains the unforgivable intervention that Bush made into the private life of the Schiavo family: leaving his Texas ranch to try and keep '"alive'" a woman whose autopsy showed that her brain had melted to below flatline a long time before. Here is a man who believes the '"jury'" is still '"out'" on whether we evolved as a species, who regards stem cell research as something profane, who affects the odd belief that Islam is '"a religion of peace'". However that may be, I always agreed with him on one secular question, that the regime of Saddam Hussein was long overdue for removal.''<ref name="iraqvietnam">Da "To invoke Vietnam was a blunder too far for Bush", ''The Guardian'' (26 agosto 2007)</ref>
*I regimi sostenuti da Washington in Vietnam tendevano, tra l'atro, a identificarsi fortemente con una sola minoranza confessionale (quella cattolica), escludendo le forze laiche, nazionaliste e buddiste; il governo eletto in Iraq può anche avere una connotazione settaria, ma almeno attinge a popolazioni maggioritarie finora represse (curdi e sciiti) e per lo meno l'ambasciata americana cerca di attenuare le divisioni religiose ed etniche anziché alimentarle.
:''The American-sponsored regimes in Vietnam tended, among other things, to be strongly identified with one confessional minority (Catholic) to the exclusion of secular, nationalist and Buddhist forces. The elected government in Iraq may have a sectarian hue, but at least it draws upon hitherto repressed majority populations - Kurds and Shias - and at least the American embassy works as a solvent upon religious and ethnic divisions rather than an inciter of them.''<ref name="iraqvietnam"/>