Differenze tra le versioni di "Christopher Hitchens"

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==Citazioni di Christopher Hitchens==
*LeAlle agenzie di soccorso amano l'[[Eritrea]] piace perché è onesta e aperta, e perché il denaro non viene risucchiatosucchiato da tasche ingordesparse lungo il viaggiopercorso. Amano l'Eritrea anche perché, in una zona instabile, va contro corrente nellala marea di settarismo religioso e tribale. Accanto, in [[Sudan]], un jihad di proporzioni orrenderivoltanti è in corsocondotto da parte di fanatici musulmani a Khartum contro i cristiani e gli animisti del sud, e contro le idee secolari. Sapete com'è in Somalia; non più uno Stato, e a malapena una nazione. In Yemen, oltre il mare, un bagno di sagnosangue politico e sociale.
*Avendo sopravvissuto le depredazioni di Mussolini, il tentativo da parte del colonialismo britannico di dividerli su linee tribali, e tre decenni di occupazione ed opressione etiope sanguinoso, gli [[Eritrea|eritrei]] hanno realizzato qualcosa di eccezionale. Si sono sbarazzati della tutela esterna, pur conservando il meglio dell'Italia (il cibo e l'espresso, sebbene persino l'ammiratore più devoto non può lodare il vino, che sa di acqua antiparassitaria), il meglio dell'Inghilterra (il traffico pedonale in Asmara è guidata da Girl Scouts dalle calze bianche modeste ma efficenti), e gran parte dei contatti utili con Etiopia.
:''The aid agencies like Eritrea because it is honest and open and because the money doesn't get sucked up into stray pockets along the way. They also like Eritrea because, in a very rough neighborhood, it is going against the tide of religious and tribal sectarianism. Next door, in Sudan, a jihad of revolting proportions is being waged by the Muslim fanatics in Khartoum against the Christians and animists of the South, and against secular ideas. You know the story in Somalia – no longer a state and barely a nation. In Yemen, across the straits, a political and social bloodbath.''<ref name="africangothic"/>
:''Having survived Mussolini's depredations, the attempt by British colonialism to partition them along tribal lines, and three decades of bloody Ethiopian occupation and repression, the Eritreans have done a remarkable thing. They have gotten rid of outside tutelage, while retaining the best of Italy (the food and the espresso, though even an ardent fan cannot praise the wine, which tastes like sheep-dip), the best of England (pedestrian traffic in Asmara is directed by modest but efficient Girl Scouts wearing white ankle socks), and most of the useful contacts with Ethiopia.''<ref name="africangothic">{{en}} Da "African Gothic", ''Vanity Fair'' (novembre 1994)</ref>
*Basta cambiare il nome del paese di cui parliamo e diventa piuttosto chiaro che in Iraq non stiamo combattendo i vietcong ma i Khmer rossi, come alla fine i vietnamiti dovettero fare a nome nostro.
:''Change only the name of the analogous country and it becomes fairly clear that in Iraq we are fighting not the Vietcong, but the Khmer Rouge, as the Vietcong eventually had to do on our behalf.''<ref name="iraqvietnam"/>
*{{NDR|Sul [[Pakistan]]}} Eccovi una società in cui lo stupro non è un crimine. È una punizione. Le donne possono essere condannate allo stupro, da tribunali tribali e religiosi non ufficiali, se solo una voce riguardante la loro impudicizia rechi imbarazzo ai maschi della loro famiglia. In un contesto così oscenamente distorto, il termine controparte della vergogna, che è la nobile parola "onore", diventa più spesso associato con la parola "uccisione". Il coraggio morale consiste nella disponibilità a massacrare la tua propria figlia.
:''Here is a society where rape is not a crime. It is a punishment. Women can be sentenced to be raped, by tribal and religious kangaroo courts, if even a rumor of their immodesty brings shame on their menfolk. In such an obscenely distorted context, the counterpart term to shame – which is the noble word "honor" – becomes most commonly associated with the word "killing." Moral courage consists of the willingness to butcher your own daughter.''<ref name="abbottobadtoworse">{{en}} Da [https://www.vanityfair.com/news/2011/07/osama-bin-laden-201107 ''From Abbottobad to worse''], ''Vanity Fair'', luglio 2011</ref>
*AvendoEssendo sopravvissutosopravvissuti lealle depredazioni di Mussolini, ilal tentativo da parte del colonialismo britannico di dividerli su linee tribali, e a tre decenni di sanguinosa occupazione ed opressioneoppressione etiope sanguinoso, gli [[Eritrea|eritrei]] hanno realizzato qualcosa di eccezionale. Si sono sbarazzati della tutela esterna, pur conservando il meglio dell'Italia (il cibo e l'espresso, sebbene persino l'ammiratore più devotofervente non puòpossa lodare il vino, che sa di acqua antiparassitaria)antiparassitario, il meglio dell'Inghilterra (il traffico pedonale inad Asmara è guidatadiretto da Girl Scouts dalle calze bianche modeste ma efficenti), e gran parte dei contatti utili con l'Etiopia.
:''Having survived Mussolini's depredations, the attempt by British colonialism to partition them along tribal lines, and three decades of bloody Ethiopian occupation and repression, the Eritreans have done a remarkable thing. They have gotten rid of outside tutelage, while retaining the best of Italy (the food and the espresso, though even an ardent fan cannot praise the wine, which tastes like sheep-dip), the best of England (pedestrian traffic in Asmara is directed by modest but efficient Girl Scouts wearing white ankle socks), and most of the useful contacts with Ethiopia.''<ref name="africangothic">{{en}} Da "African Gothic", ''Vanity Fair'' (novembre 1994)</ref>
*{{NDR|Parlando dei fondamentalisti [[Islam|islamici]]}} Essi non ci danno pace e neppure noi dobbiamo dargliene. Non possiamo vivere sullo stesso pianeta, e sono contento, perché io non voglio viverci. Non voglio respirare la stessa aria di quegli psicopatici assassini, stupratori, torturatori, e abusatori di minori. È questione di "o io o loro". Sono veramente felice di questo, perché so che saranno loro. È un obbligo e una responsabilità sconfiggerli, ma è anche un piacere. Non lo vedo affatto come un lavoro sporco.
:''They<ref>Qui l'intervistatore inserisce: "''Islamist radicals or, as Hitchens calls them, Islamo-fascists''".</ref> gave us no peace and we shouldn't give them any. We can't live on the same planet as them and I'm glad because I don't want to. I don't want to breathe the same air as these psychopaths and murders and rapists and torturers and child abusers. Its them or me. I'm very happy about this because I know it will be them. It's a duty and a responsibility to defeat them. But it's also a pleasure. I don't regard it as a grim task at all.''<ref>Dall'''[http://www.freerepublic.com/focus/f-news/1457374/posts Interview with Christopher Hitchens]'', ''Washington Prism'', 16 giugno 2005.</ref>
*La parola "Pakistan" è un acronimo di Punjab, Afghania, Kashmir, e Indus-Sind, e significa, in [[Lingua urdu|urdu]], "Terra dei puri". Coloro che ricevettero il territorio confessionalmente "puro" procedettero ad espellere o massacrare tutti quelli che appartenevano alla religione "sbagliata" nel "luogo sbagliato". Il Mahatma Gandhi disse ai britannici che avrebbero dovuto tagliarlo in due prima di spartire il paese. Ma tutto invano. Era così sconvolto da questo tradimento – il "divide et impera" degenerato in "dividi e scappa" – che rifiutò di partecipare ai festeggiamenti dell'indipendenza.
:''The word "Pakistan" is an acronym for Punjab, Afghania, Kashmir, and Indus-Sind, and means, in Urdu, "Land of the Pure." Those who had been awarded confessionally "pure" territory immediately set about expelling or slaughtering all those of the "wrong" religion in the "wrong" place. Mahatma Gandhi told the British that they should cut him in two before they partitioned the country. But to no avail. He was so upset by this betrayal – "divide and rule" degenerating into "divide and quit" – that he refused to attend the independence celebrations.''<ref name="alwaysbeindia">{{en}} Da [https://www.vanityfair.com/news/1997/08/hitchens-199708 ''There'll always be an India''], ''Vanity Fair'', agosto 1997</ref>
*Le due grandi prove per la società Eritrea saranno, e sono già, il superamento delle divisioni tribali e religiosireligiose, e l'emancipazione delle donne. AmbeEntrambi fatichei compiti sono facilitateagevolati dalla natura della guerra che l'Eritrea ha combattuto; una guerra popolaredi popolo che coinvolgeva ambientrambi i sessi lottando fianco a fianco in combattimento. Sebbene il paese sia diviso in nove gruppi etnici e tre religioni principali, la soledarietàsolidarietà che ne è emersa è più che retorica.
*Le agenzie di soccorso amano l'Eritrea perché è onesta e aperta, e perché il denaro non viene risucchiato da tasche ingorde lungo il viaggio. Amano l'Eritrea anche perché, in una zona instabile, va contro corrente nella marea di settarismo religioso e tribale. Accanto, in Sudan, un jihad di proporzioni orrende è in corso da parte di fanatici musulmani a Khartum contro i cristiani e gli animisti del sud, e contro le idee secolari. Sapete com'è in Somalia; non più uno Stato, e a malapena una nazione. In Yemen, oltre il mare, un bagno di sagno politico e sociale.
:''The aid agencies like Eritrea because it is honest and open and because the money doesn't get sucked up into stray pockets along the way. They also like Eritrea because, in a very rough neighborhood, it is going against the tide of religious and tribal sectarianism. Next door, in Sudan, a jihad of revolting proportions is being waged by the Muslim fanatics in Khartoum against the Christians and animists of the South, and against secular ideas. You know the story in Somalia – no longer a state and barely a nation. In Yemen, across the straits, a political and social bloodbath.''<ref name="africangothic"/>
*Le due grandi prove per la società Eritrea saranno, e sono già, il superamento delle divisioni tribali e religiosi, e l'emancipazione delle donne. Ambe fatiche sono facilitate dalla natura della guerra che Eritrea ha combattuto; una guerra popolare che coinvolgeva ambi i sessi lottando fianco a fianco. Sebbene il paese sia diviso in nove gruppi etnici e tre religioni principali, la soledarietà che è emersa è più che retorica.
:''The two big tests for Eritrean society will be, and already are, the overcoming of tribal and religious fissures, and the emancipation of women. Both tasks are made easier by the nature of the war Eritrea fought, a people's war which involved both sexes, fighting together. Although the country is divided into nine ethnic groups and three main religions, the solidarity that has emerged from this is more than rhetorical.''<ref name="africangothic"/>
*Le ragioni per cui detesto il presidente [[George W. Bush]]? Sono varie. Permettetemi di enumerarle. Molte hanno a che vedere con la sua beata idea che la "fede" sia, in sé e per sé, una virtù. Questa mentalità compiaciuta spiega quasi tutto, dall'espressione tronfia del suo volto al modo in cui, quando era governatore del Texas, firmò tutte quelle condanne a morte senza batter ciglio. Spiega come mai ha abbracciato l'ex sgherro del Kgb Vladimir Putin, citando come base del loro bel rapporto il fatto che Putin portasse un crocifisso. (Ma Putin si è mai fatto vedere indossando quel crocifisso prima e sin d'allora? I suoi consiglieri gli avranno detto che il presidente degli Stati Uniti era una tale schiappa?) Spiega anche l'intervento imperdonabile che egli fece nella vita privata della famiglia Schiavo, partendo dal suo ranch in Texas per tentare di mantenere 'viva' una donna la cui autopsia dimostrò che il suo cervello si era dissolto riducendosi – con un tracciato al di sotto della linea piatta – molto tempo prima. Ecco a voi un uomo convinto che non esistano prove dell'evoluzione delle specie, che considera la ricerca sulle cellule staminali come qualcosa di sacrilego e che ostenta la strana convinzione che l'islam sia "una religione di pace". Comunque sia, ho sempre concordato con lui su una questione laica: il regime di Saddam Hussein andava rovesciato da tempo.
:''I knew it would come up that we would be told about charity, and I take this very seriously, because we know, ladies and gentlemen, as it happens, we're the first generation of people who do really, what the cure for poverty really is. It eluded people for a long, long time. The cure for poverty has a name, in fact. It's called the empowerment of women.<br />If you give women some control over the rate at which they reproduce, if you give them some say, take them off the animal cycle of reproduction to which nature and some religious doctrine condemns them, and then if you throw in a handful of seeds, the floor of everything in that village, not just poverty, but health and education, will increase. Try it in Bangladesh and Bolivia, it works all the time. Name me one religion that stands for that, or ever has.''<ref>Citato in ''[http://keeptonyblairforpm.wordpress.com/2010/11/28/blair-vs-hitchens-full-transcript-munk-debate-religion/ Blair Vs Hitchens – Full Transcript (Munk Debate, Religion)]'', 26 novembre 2010.</ref>
*{{NDR|Riguardo al proprio cancro terminale all'esofago}} Se mi converto è perché è meglio che muoia un credente piuttosto che un ateo.<ref>Da ''Mortalità'', Piemme, 2012, p. 88.</ref>
*Sebbene la guerra di liberazione sia durata per generazioni, e malgradosebbene ogni eritreo adulto abbia assistito alla violenza e ne abbia sofferto, non c'è il culto deldelle fucilearmi. Non ci sono né glitangheri stolti infestatitrogloditi dopati di testosterone né i pazzi coicon mitra montati suisulle loro jeep, come i vigliacchi guerrieri di strada «tecnici» nella vicina [[Somalia]] vicina. È raro incontrare un poliziotto, e ancora più raro vedere un soldato armato, malgradononostante che i carri armati bruciatiincendiati e ile macerie causate dalla guerra sono rottamidisseminate infestanoper il paese.
:''Though the war of liberation went on for generations, and though every adult Eritrean has seen violence and suffered from it, there is no cult of the gun. No testosterone-infested jerks and yahoos with machine guns mounted on their jeeps, like the cowardly road-warrior "technicals" in neighboring Somalia. It is rare to see a policeman, and very rare indeed to see an armed solider, even though burned-out tanks and the rubble of warfare litter the country.''<ref name="africangothic"/>
*Sono un ateo. Non sono neutrale rispetto alla religione, le sono ostile. Penso che essa sia realmente un male, non solo una falsità. E non mi riferisco solo alla religione organizzata, ma alla fede religiosa in sé e per sé.
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