Differenze tra le versioni di "Aldo Gargani"

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*È un fatto che gli uomini hanno prodotto assai più cose di quanto siano propensi ad ammettere; ma ciò che essi hanno eretto nella forma di costruzioni concettuali elevate e sublimi, come se fossero separate dal caso e dal disordine, corrisponde ad un uso che essi hanno fatto della propria vita.<ref>Da ''Il sapere senza fondamenti'', p. IX.</ref>
*L'opera di Thomas Bernhard rappresenta la più potente e drastica domanda di senso del nostro tempo,
così estrema da porre anche se stessa in discussione, incontrando conseguentemente la tensione essenziale che si produce nell’esercizio del linguaggio che fa di se stesso il suo principale e più
essenziale che si produce nell’esercizio del linguaggio che fa di se stesso il suo principale e più
tormentoso problema.<ref>A.G. Gargani, La frase infinita. Thomas Bernhard e la cultura austriaca, Laterza, Roma-Bari, 1990, p. IX.</ref>
*Nell'àmbito filosofico, nell'opera del grande filosofo americano [[Nelson Goodman]], è possibile reperire il riconoscimento delle [[emozioni]] e del loro valore cognitivo sulla base di un'operazione di decostruzione della retorica del vero che ha afflitto tutta la tradizione culturale occidentale. Goodman mostra come filosofia e scienza non abbiano in realtà come loro fondamentale obiettivo la verità, perché ciò che in effetti ricerca lo scienziato non è la verità, ma la conferma di un'ipotesi, il suo valore predittivo, l'ampiezza delle sue applicazioni, le sue proprietà pragmatiche e estetiche. Come per Rorty anche per Goodman "vero" è un ''complimento'' che noi paghiamo ad una teoria in quanto essa ha potere predittivo: è maneggevole, coerente, consistente, in quanto assolve a criteri pragmatici e a requisiti estetici.<ref> «Atque>> n. 25-26, giugno 2002-maggio 2003, pp. 27-28.</ref>
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