Differenze tra le versioni di "Massimiliano Parente"

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*Mentre la teoria dell'evoluzione prese piede velocemente, quella genetica faticò a imporsi, e anche a essere compresa. Addirittura i primi genetisti la usarono paradossalmente contro l'evoluzione, sentendosene, chissà perché, più rassicurati, e non comprendendo quanto le due teorie fossero complementari. Nonostante i numerosi tentativi di smontarla, è proprio la genetica a aver fornito le prove inconfutabili dell'evoluzione. Dentro i nostri geni, infatti, in quell'alfabeto scritto con quattro elementi, Adenina, Timina, Citosina e Guanina, è impresso il più immane libro della Storia, una storia vecchia quattro miliardi di anni. Cosa singolare: l'Adenina è sempre appaiata alla Timina, la Citosina sempre alla Guanina, per cui il codice della vita è sostanzialmente binario, come il linguaggio in cui sono scritti i programmi del computer.<ref>Da ''[http://www.ilgiornale.it/news/spettacoli/cos-nostro-dna-ci-ha-resi-migliori-errore-errore-1288325.html Così il nostro Dna ci ha resi migliori. Errore dopo errore]'', ''il Giornale.it'', 23 luglio 2016.</ref>
*"[[Mistero]]" è il nome di comodo che l'ingenuo dà alla propria ignoranza.<ref name=morenopisto/>
*Nei romanzi, come nel teatro, Bernhard non si ribella all'uomo moderno ma all'esistenza, e al mondo, alla natura, alla condizione umana tout court. [...] <br>
Per comprendere Bernhard non si possono applicare cliché marxisti, il mito del buon selvaggio, la solita griglia interpretativa sociopolitica dell'intellettuale impegnato, lo si sminuirebbe e basta. Sarebbe meglio ricorrere alla biologia, a una ribellione più universale, più organica, a un'intolleranza cosmica per ogni illusione umana e umanistica, letteraria e filosofica e perfino procreativa.<ref>Da un articolo uscito su ''ilGiornale.it'', [http://m.ilgiornale.it/news/2015/05/13/bernhard-mette-in-scena-la-ribellione-contro-la-vita/1127818/ Bernhard mette in scena la ribellione contro la vita], 13 maggio 2015.</ref>
*Nei grandi racconti degli scienziati si può retrocedere nello spazio e nel tempo, quando la vita era un muco vischioso sulla superficie degli oceani o formata da archeobatteri capaci di sopravvivere solo a temperature altissime e in assenza di ossigeno, organismi di millesimi di millimetro spesso dai nomi lunghissimi, come i chemiolitoautotrofi ipertermofili. Leggere la storia della vita raccontata dalla scienza relativizza la Storia umana, sopravvalutata dagli storici, dagli artisti, dai filosofi e dai romanzieri: ci si abitua a scale temporali dove un milione di anni è uno scarto irrisorio, e si assiste a uno spettacolo, «il più grande spettacolo della terra», come lo definisce [[Richard Dawkins]] nel suo ultimo libro edito da Mondadori, in cui il novantanove per cento delle specie vissute si sono estinte e per il novantanove per cento del tempo biologico l'uomo non c'era.<ref>Da ''[http://www.ilgiornale.it/news/vera-letteratura-oggi-nella-scienza.html La vera letteratura? Oggi è nella scienza]'', ''ilGiornale.it'', 17 novembre 2010.</ref>
*Questa retorica della dipendenza non la sopporto: qualsiasi cosa bella dà dipendenza. Se non dà dipendenza, non vale la pena di farla. Inoltre la vita è fondata sulla dipendenza, siamo praticamente dipendenti da tutto: dall'ossigeno e dall'azoto che respiriamo, dal cibo che mangiamo, dall'orinare e dal defecare, e quando va male, cioè alla maggior parte, si è dipendenti dal lavoro, i quali lavoratori se non sono autonomi vengono chiamati proprio così, dipendenti.<ref name=alc/>
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