Differenze tra le versioni di "Bernardo Valli"

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*{{NDR|Su [[Babrak Karmal]]}} Molti Khalq e non pochi Parsham non gli perdonarono mai di essere l'uomo degli invasori.
*C'era un vero sentimento nazionale, patriottico, nei confronti dell'invasore? La rivolta nelle campagne contro il regime, dopo il colpo di Stato del '78, era una reazione all'invadenza del potere centrale, che interferiva più del solito nella vita dei villaggi e delle comunità. Poi, dopo l'invasione, si formò una resistenza di fronte a un nemico comune. Ma già dall'inizio di quella resistenza il Paese si frantumò in mille pezzi. Regioni, comunità, clan si organizzarono separatemene, e dove non c'era un capo carismatico, le divisioni si approfondivano e moltiplicavano. Si aveva spesso l'impressione che i russi fossero considerati più intrusi che invasori. Violavano i villaggi, turbavano gli equilibri regionali. E poi, via via, con la repressione sistematica, alimentarono la resistenza armata.
 
{{Int|1=Da [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2001/12/04/il-fantasma-di-omar-che-chiama-al.html?ref=search ''Il fantasma di Omar che chiama al martirio'']|2=''la Repubblica'', 4 dicembre 2001}}
*È sul metro e ottanta ma non di corporatura robusta. Ti viene incontro con passi incerti, come se l'andatura dovesse esprimere la sua modestia. La testa protesa in avanti e lo sguardo fisso di sotto in su dell'unico occhio, il sinistro (l'altro l'ha perduto in guerra), fanno pensare a un toro sul punto di caricare. Un toro guercio. Timido e taciturno. Questo è il sommario ritratto del [[Mohammed Omar|mullah Omar]] che anima la resistenza nella città di Kandahar, ultimo bastione dei Taliban.
*È iconoclasta, coraggioso, fanatico, umile, intransigente, generoso, oscurantista. Può essere indulgente e spietato. Non come una monarca giusto o bizzoso. Ad ispirarlo sono spesso i sogni che gli fanno da ponte con l'aldilà. Non ha carisma ed è un cattivo predicatore, non è neppure un bravo teologo, un acuto interprete del Corano, ma è stato a lungo un capo ascoltato e una guida religiosa rispettata e temuta. Ha rischiato la vita per salvare due adolescenti rapite e violentate; e un'altra volta ha strappato un ragazzo dalle mani di due uomini che se lo contendevano per sodomizzarlo; ma non si contano le stragi compiute dai Taliban ai suoi ordini; ed è lui che ha fatto distruggere i Buddha giganti di Bamiyan. Non è certo un opportunista. Lui è a Kandahar, in mezzo ai suoi uomini, mentre Osama Bin Laden è nascosto in chissà quale caverna millenaria, nel cuore delle montagne afgane. (Oppure segue la propria vicenda guardando la Cnn in uno chalet svizzero, in prossimità di Zurigo, come dice con sarcasmo un intellettuale di Islamabad). Se avesse preso le distanze da Osama, se l'avesse abbandonato a se stesso o avesse contribuito alla sua cattura, adesso Omar sarebbe ricoperto di onori e di dollari.
*Il mullah Omar vive in un'altra epoca, un imprecisato numero di secoli fa.
*Il mullah Omar non è mai stato tenero con Kabul. C'è venuto soltanto due volte, nascosto dietro i vetri blu di una colonna di automobili nere tutte uguali e scortate da uno squadrone di motociclisti. Nessuno poteva capire in quale automobile fosse annidato il mullah. Non regnava la fiducia tra lui e Kabul. Se non la teneva in grande considerazione, dopo la resa ha constatato che il suo disprezzo era fondato. La sua città è Kandahar. E là, almeno per ora, si resiste.
 
{{Int|1=Da [http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2002/07/26/quando-nasser-creo-il-sogno.html?ref=search ''Quando Nasser creò il sogno'']|2=''la Repubblica'', 26 luglio 2002}}
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