Differenze tra le versioni di "Pietro Aretino"

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*Or non pure il giuoco e la milizia, ma la sanità, la ricchezza, la forza e la beltade, non si usando con i mezi dovuti, doventarieno mali. (Carte: p. 283)
*[...] il [[denaro|danaio]] che si spende è sterile, e quel che si giuoca fruttifero. (Carte: p. 291)
 
===''Orlandino''===
===[[Incipit]]===
Le eroiche pazzie, li eroichi umori,<br />
le traditore imprese, il ladro vanto,<br />
le menzogne de l'armi e de gli amori,<br />
di che il mondo coglion si innebria tanto,<br />
i plebei gesti e i bestiali onori<br />
de' tempi antichi ad alta voce canto,<br />
canto di Carlo e d'ogni paladino<br />
le gran coglionarie di cremesino.
 
===Citazioni===
*''Questo è la verità non dico fola | come ser [[Luigi Pulci|Pulci]], il Conte, e l'[[Ludovico Ariosto|Ariosto]] | il mio sol Aretin che pel ciel vola | con quel lume chel sol da a mezzo Agosto | e Turpin se ne mente per la gola | e ve lo voglio far veder tantosto | state adunque ad udir, o spensierati | i ladri gesti de i guerrier pregiati.'' ([[s:Orlandino/Canto primo|canto I]]; p. 14)
*''Ahi famoso poltrone, ahi paladino | ahi guerrier della tavola ritonda | con le spalle s'affronta il saracino | guardami in viso pria che ti nasconda | come la furia de l'acqua un mulino | volge per forza, o qual sel vento fromba | tal la vergogna con superba voce | rispose Astolfo huilmente feroce.'' ([[s:Orlandino/Canto primo|canto I]]; p. 25)
 
===''Ragionamento della Nanna e della Antonia''===
===[[Incipit]]===
'''Antonia'''. Che hai tu Nanna? Pàrti che cotesto tuo viso imbriacato ne' pensieri si convenga a una che governa il mondo?<br>
'''Nanna'''. Il mondo, ah?<br>
'''Antonia'''. Il mondo, sì. Lascia star pensierosa a me che, dal mal francioso in fuora, non trovo cane che mi abbai, e son povera e superba, e quando io dicessi ghiotta non peccherei in spirito santo.<br>
'''Nanna'''. Antonia mia, ci sono dei guai per tutti, e ce ne son tanti dove tu ti credi che ci sieno delle allegrezze, ce ne sono tanti che ti parria strano; e credilo a me, credilo a me, che questo è un mondaccio.<br>
 
===Citazioni===
*La vita visse sempre a una foggia: sempre le persone mangiaro, sempre bevvero, sempre dormiro, sempre vegghiaro, sempre andaro, sempre stettero; e sempre pisciaro le donne per il fesso. (Antonia: [[s:Ragionamenti/Ragionamento della Nanna e della Antonia/Giornata prima|Giornata prima]])
*[...] le moniche, le maritate e le puttane sono come una via croce, che tosto che giungi a essa, stai buona pezza pensando dove tu abbi a porre il piede; e avviene spesso che 'l demonio ti strascina nella più trista, [...]. (Nanna: [[s:Ragionamenti/Ragionamento della Nanna e della Antonia/Giornata prima|Giornata prima]])
*Io sto' aspettare che tu venga ai fatti, come aspettano i bambini la balia che gli ponga la poppa in bocca, e mi pare lo [[indugio]] più aspro che non è il sabato santo a chi monda le uova avendo fatta la quaresima. (Antonia: [[s:Ragionamenti/Ragionamento della Nanna e della Antonia/Giornata prima|Giornata prima]])
*[...] io ti dico che noi nasciamo di carne e in su la carne muoiamo; la coda ci fa e la coda ci disfà. E che tu sia in errore te lo pongo inanzi con lo essempio delle signore che hanno perle, catene e anelli da gittar via: e fino alle mendiche vorriano più tosto trovar Maria per Ravenna che un diamante in punta; e per una che le piace il marito, son mille che se ne fanno schife: ed è chiaro che per due persone che faccino il pane in casa, son settecento che vogliono quello del fornaio perché è più bianco. (Nanna: [[s:Ragionamenti/Ragionamento della Nanna e della Antonia/Giornata seconda|Giornata seconda]])
*La accidia di una puttana è più acuta e più accorata che la maninconia di un cortigiano che si vede marcito in tinello sanza un quattrino di entrata; la avarizia di una puttana è simile a un boccone che uno banchiere avaro ha rubato alla sua fame e ripostolo in cassa con gli altri. (Nanna: [[s:Ragionamenti/Ragionamento della Nanna e della Antonia/Giornata terza|Giornata terza]])
 
==''Sonetti lussuriosi''==
===''Il Genesi''===
Prima che fosse il cielo e innanzi che fosse il mondo, il Fattore del mondo e del cielo stava raccolto in se stesso (..); e le idee, da le quali la natura toglie l'esempio de le cose, erano guardate dal secreto di lui.<ref>Citato in [[Fruttero & Lucentini]], ''Íncipit'', Mondadori, 1993. È in parte una parafrasi e in parte un libero rifacimento, in gonfio stile cinquecentesco, del primo libro della Bibbia. Fu ristampato nel 1628 col titolo ''Lo specchio delle opere di Dio''.</ref>
 
===''Orlandino''===
Le eroiche pazzie, li eroichi umori,<br />
le traditore imprese, il ladro vanto,<br />
le menzogne de l'armi e de gli amori,<br />
di che il mondo coglion si innebria tanto,<br />
i plebei gesti e i bestiali onori<br />
de' tempi antichi ad alta voce canto,<br />
canto di Carlo e d'ogni paladino<br />
le gran coglionarie di cremesino.
 
===''Ragionamento della Nanna e della Antonia''===
'''Antonia'''. Che hai tu Nanna? Pàrti che cotesto tuo viso imbriacato ne' pensieri si convenga a una che governa il mondo?<br>
'''Nanna'''. Il mondo, ah?<br>
'''Antonia'''. Il mondo, sì. Lascia star pensierosa a me che, dal mal francioso in fuora, non trovo cane che mi abbai, e son povera e superba, e quando io dicessi ghiotta non peccherei in spirito santo.<br>
'''Nanna'''. Antonia mia, ci sono dei guai per tutti, e ce ne son tanti dove tu ti credi che ci sieno delle allegrezze, ce ne sono tanti che ti parria strano; e credilo a me, credilo a me, che questo è un mondaccio.<br>
 
==Citazioni su Pietro Aretino==