Differenze tra le versioni di "Conoscere sé stessi"

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*Interrogato che cosa fosse difficile, {{NDR|[[Talete]]}} rispose: «Conoscere se stesso». ([[Diogene Laerzio]])
*L'[[adolescenza|adolescente]] non sa chi è stato e teme di non riuscire a diventare quello che sogna di essere: la consapevolezza di sé è il frutto di un lungo, complesso confronto tra stadi precari della propria identità, e il gruppo consente di rispecchiarsi nell'altro, di imparare a riconoscere sé e l'altro da sé. ([[Paolo Crepet]])
*L'antico insegnamento delfico, ''Conosci te stesso'', voleva dire: conosci i tuoi limiti, sappi di essere un uomo e non un dio, rifiuta in primo luogo la ''[[hybris]]''. Eppure il ''daimon'' di un [[artista]] non obbedisce sempre alla massima delfica: l'arte della vocazione è un continuo violare il limite – compiere veloci scorribande nell'altrove, portare notizie dal mondo che non gli appartiene, trasformare il diverso. ([[Pietro Citati]])
*L'uomo conosce se stesso e conosce anche il mondo, evidentemente perché si ricordi del suo compito e riconosca di quali cose debba servirsi e a quali debba servire. Così facendo, l'uomo rende a [[dio]] i massimi ringraziamenti e i massimi onori, onorando la sua immagine; non ignora che anch'egli è la seconda immagine di dio, perché dio ha due immagini: il mondo e l'uomo. ([[Ermete Trismegisto]])
*La conoscenza del [[prossimo]] ha questo di speciale: passa necessariamente attraverso la conoscenza di se stesso. ([[Italo Calvino]])