Differenze tra le versioni di "Ugo Foscolo"

*{{NDR|In [[Inghilterra]]}} Qui la [[povertà]] è [[vergogna]] che nessun merito lava. (da ''Lettere d'amore'')
*''Questi è [[Vincenzo Monti]] Cavaliero | Gran traduttor dei traduttor d'Omero''. (citato in [[Vincenzo Monti]], lettera ''All'Abate Urbano Lampredi'', Milano, 27 marzo 1827, in ''Opere inedite e rare'', vol. 5, 1834)<ref>Questo distico sarcastico fu dedicato dal Foscolo al Monti con riferimento al fatto che Vincenzo Monti tradusse in italiano l'''Iliade'' avvalendosi della traduzione latina.</ref>
*{{NDR|riferimento a ''La ballata dell'esilio'' di [[Guido Cavalcanti]]}} Senza dolersi mai della vita che l'abbandona, fa solamente sentire la consunzione di tutte le forze vitali; e non altra sollecitudine se non se che l'anima venga pietosamente raccolta dalla sua donna. Quei tanti ritornelli di parole e di idee ripetute danno qui non so che grazia mista al patetico, che si sente ma non si descrive. Evvi anche lo artificio del chiaroscuro nei versi brevi che scorrono rapidi, dopo di essere stati preceduti dall'armonia lenta e grave degli endecasillabi. (citato in [[Luigi Russo]], ''La dolce stagione'')
*Si può bensì anche in mezzo alle ingiustizie sentirsi giusto, forte e libero; e la dignità dell'uomo si vendica più nel sopportare nobilmente, che nel lamentarsi e gridare invano. (da ''Opere edite e postume. Epistolario'')
*Te dunque, o [[Napoleone Bonaparte|Bonaparte]], nomerò con inaudito titolo <small>LIBERATORE DI POPOLI E FONDATORE DI REPUBBLICA</small>. Così tu alto, solo, immortale, dominerai l'eternità, pari agli altri grandi nelle gesta e ne' meriti, ma a niuno comparabile nella intrapresa di fondare nazioni. (da ''Orazione a Bonaparte per il congresso di Lione'', 1802<ref>Citato in [[Luciano Canfora]], ''Esportare la libertà'', capitolo II, p. 25.</ref>)