Differenze tra le versioni di "Ruhollah Khomeyni"

*Mi resi conto che Khomeini era sempre stato lì per me, nei miei pensieri. Le sue azioni, le sue decisioni, la sua vanità, la sua crudeltà mi avevano spezzato il cuore, eppure può un bambino odiare Babbo Natale perché cessa di esistere quando cresce?
*Se Khomeini intendeva davvero nominare [[Ali Khamenei|Khamenei]] quale proprio successore, perché non l'aveva annunciato ufficialmente, limitandosi a dirlo solo a [[Ali Akbar Hashemi Rafsanjani|Rafsanjani]]?
 
===[[Ryszard Kapuściński]]===
*Khomeini conduce una vita ascetica: si nutre di riso, yogurt e frutta, abitando in una sola stanza spoglia e senza mobili, eccetto un giaciglio sul pavimento e una pila di libri.
*Khomeini, per molti versi, era un individuo fuori della norma, una personalità fortissima, dotata di grande magnetismo, di vero carisma, e le masse iraniane lo seguivano con fede cieca.
*Parla senza gesticolare, le mani poggiate sui braccioli della poltrona. Siede rigido, senza un movimento della testa o del corpo; di tanto in tanto aggrotta l'alta fronte e solleva le sopracciglia ma, a parte questo, non un muscolo vibra nel volto deciso e inflessibile di quest'uomo profondamente ostinato, dalla volontà ferma e irriducibile, immune da ripensamenti e forse anche da dubbi. Una faccia immutabile, scolpita una volta per tutte, che non tradisce emozioni né umori, che nulla esprime se non una continua attenzione e un'intensa concentrazione interiore. Solo gli occhi sono costantemente in movimento: il loro sguardo vivo e penetrante percorre il mare delle teste ricciute, misura la profondità della piazza e la distanza dei suoi margini, ispeziona meticolosamente lo spazio, quasi alla ricerca di una persona precisa. Parla con voce piatta e monotona, dal ritmo lento e regolare: una voce potente ma priva di note alte, aliena da ogni brillantezza e splendore.
*Perseguitato dal despota, espulso dal paese, era diventato l'idolo e l'anima stessa del popolo. Distruggere il mito di Khomeini significava distruggere qualcosa di sacro, annientare le speranze degli umiliati e degli offesi.
 
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