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*{{NDR|Sul legame tra movimento del '68 e movimento del '77}} Come tutti i fatti che si susseguono nella storia è inevitabile un legame di successione, ma si tratta di una cosa del tutto diversa. Dieci anni sono tanti nello scorrere del tempo. Il tratto di continuità che vedo tra i due periodi è rappresentato, a mio avviso, da una grande ansia di autodeterminazione dei giovani. Un' ansia che, nel '77, è stata però castrata dalla forbice che vedeva il terrorismo da un lato e la repressione di Stato dall'altra. Da qui è scaturita anche la difficoltà del movimento del '77 nello svilupparsi. Infatti è durato molto poco. Ho sempre, però, ritenuto sbagliata e infondata l'equazione '77 uguale terrorismo.
*E’ innegabile che il ’68 per lunghi mesi nasce e si mantiene rigorosamente pacifico e non violento. Basta sfogliare i giornali di quegli anni per verificarlo. Non va mai dimenticato che le prime forme di violenza si inoculano quando comincia la repressione di Stato e fascista. Da quel momento si sono verificati, in alcune situazioni, anche degli eccessi di autodifesa. E questo appartiene a parte degli errori dello sviluppo del ’68. In ogni caso, il 68 non ha mai ucciso nessuno. Questo si tende a dimenticarlo, ma è decisivo. La repressione che questo movimento ha dovuto subire è stata invece sistematica, con stragi, eccidi, assassinii.
*{{NDR|Sulla struttura del movimento studentesco}} È un movimento giovanile di massa, nato intorno al 1968 e che si propone di aprire la scuola alle masse popolari, oltreché di lottare a fianco della classe operaia per eliminare lo sfruttamento capitalistico e istituire la società socialista. Gli studenti si riuniscono spontaneamente in assemblea dove prendono le loro scelte.
*In un grande movimento complesso e articolato come quello è normale, è successo anche alla Resistenza antifascista, che ci sia una larga maggioranza che lo porta avanti e ne moltiplica ulteriormente le proposte: il desiderio di solidarietà, di uguaglianza, di democrazia diretta; c'è poi una parte più piccola che si perde per strada, una parte che si ferma, una parte che addirittura va indietro. È normale, ma è una cosa evidente. Conquiste decisive come il divorzio o l'aborto, o come lo Statuto dei lavoratori, non sarebbero state raggiunte senza che nel '68 e '69 la cultura e il modo di sentire di milioni di persone non avessero subito un mutamento profondo e innovatore.
*{{NDR|Sull'analogia tra movimento del '68 e [[Movimento 5 stelle]]}} Per prima cosa eviterei i paragoni con il passato e misurerei il fenomeno 5 Stelle con il futuro. Non è un Sessantotto, mancano sia le condizioni internazionali d'allora, sia quei fermenti di partecipazione democratica diretta che attraversavano ogni scuola, ogni fabbrica, ogni ufficio, ogni professione.
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