Differenze tra le versioni di "Leonardo Sciascia"

(non pare essere di Hesse)
*{{NDR|A Racalmuto}} Mi ha portato qui il ricordo personale di Leonardo, che ho grandemente amato come scrittore europeo non meno che italiano. L'ho sempre ascoltato con attenzione e grande rispetto, come grande coscienza e voce civile dell'[[Italia]]. ([[Giorgio Napolitano]])
*{{NDR|Parlando delle proprie scelte lessicali.}} Non sono però parole inventate, ma reperite, ritrovate. Le trovo nella mia memoria, nel mio patrimonio linguistico, ma sono frutto anche di mie ricerche, di miei scavi storico-lessicali. Sin dal primo libro sono partito da una estremità linguistica, mi sono collocato, come narrante, in un'isola linguistica, in una [[Lombardi di Sicilia|colonia lombarda]] di Sicilia, [[San Fratello]], dove si parla un antico dialetto, il gallo-italico. È quella stessa particolarità storico-linguistica avvertita da Sciascia. ([[Vincenzo Consolo]])
*Sentirti dire oggi che sei stufo di parlare di mafia mi sorprende. Sei stato proprio tu a insegnare che il silenzio è la prima forma di complicità. ([[Mario Capanna]])
*Sciascia, con il suo occhio rivolto in primo luogo alla Sicilia e alle sue contraddizioni, ha seguito il modificarsi dei nodi più oscuri del crimine, della giustizia, della politica, della stessa possibilità di intervenire sul male, di giudicarlo e correggerlo: e tra l'altro ha suggerito, con i suoi scritti, ma anche con i suoi atti politici, un'immagine davvero necessaria del rapporto tra intellettuale e politica, che sfugge ai parametri ancora oggi dominanti. Ma ciò si è dato entro un organismo letterario di grande fascinazione, che resiste e si impone nel tempo, sfuggendo agli squallidi sciacallaggi politici che furono fatti a suo tempo e si continuano a fare, come sfugge alle etichette che vorrebbero fissarlo in schemi precostituiti. ([[Giulio Ferroni]])
*Sciascia disse che il film deve essere un tradimento rispetto al libro, altrimenti il regista diventerebbe "un volgarissimo illustratore". Disse di più, contro i suoi interessi, come specificò, che "da un brutto libro si può fare un buon film". Mi fece capire che i rapporti tra cinema e letteratura devono essere provocatori al punto da accettare che Elio Petri in ''Todo modo'', più interessato alle pagine sugli esercizi spirituali dei democristiani che alla totalità del romanzo, fu più fedele a Pasolini che all'autore del libro. Fu una grande lezione, quella di Sciascia. ([[Giuseppe Tornatore]])
6 864

contributi