Differenze tra le versioni di "Aldo Busi"

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*Preferiva questa spietata autocritica, comunque, al rischio di prendere sul serio i suoi slanci, che era come un offrire il costato alla lancia già in resta del povero e sempre sinistro mendico-nemico da aiutare. Insomma, voleva, sì, aiutare talvolta qualcuno in modo capillarmente disinteressato, ma almeno non voleva per questo essere troppo scoperto e vulnerabile alle sue pugnalate nella schiena, ecco. Non voleva essere troppo punito solo perché, aiutando qualcuno senza volere niente, davvero, ma niente niente in cambio,andava contro tutte le leggi della società anche più civile. Non era il solito e semplice e cannibalico missionario che aiutava qualcuno, era un laico senza l'ostia che converte e aggioga, era lui, Angelo Bazarovi, una mente sociale nuova e inedita. L'impresa era tanto più disperata. In questa società solo missionari e usurai possono fare del bene e farla franca: perché applicano gli interessi. Lui no, e non si sentiva mai tanto in pericolo di vita come quando tendeva una mano per aiutare qualcuno a rialzarsi e a stare sui propri piedi almeno un po'. Senza neppure chiedergli quel poco di sangue necessario per laccarsi le unghie della mano tesa. (2014; p. 196)
*Lui si era buttato a corpo morto in una verità. La sua franchezza e irrequietudine gli stavano chiudendo ogni porta, e lui rilevava he la «grande» e «media» borghesia accusava la sua perdita più catastrofica: lo snobismo. Non le restava veramente più niente, a parte i soldi. E se ''il successo'' era quello, ovvero il futuro di un uomo intelligente e spiattellato come lui, lui non voleva averne. Ma detestava anche il pensiero di diventare un lavapiatti con la laurea. Doveva pur esserci ''una via di mezzo''.<br> No, non esisteva: per questo la si poteva trovare facilmente, bastava distogliere un attimo quel suo sguardo impietoso, ''guardare avanti'', rassegnarsi a una forma di corruzione del suo stile. L'infelicità, il disagio, la tristezza altrui non lo rendevano contento, lo umiliavano, lo inibivano. Lui voleva affermare la propria intelligenza e i propri meriti affermando sincronicamente che intelligenza e merito, ammesso esistessero al di là dei postulati sociali di comodo del momento, dovevano rinnegarsi quali fonti di privilegio. (2014; p. 239)
*Angelo si era sentito definitivamente solo, con un se stesso che non gli dava tregua. L'unico filo di vita che lo faceva pedalare fiducioso alla volta dei falò nel bosco era il suo odio sociale e la speranza di organizzarlo senza svilirlo, tessendo una maglia carnivora, spessa, senza la smagliatura di un solo perdono, non psicologistica e piena di brecce come al suo solito. Meglio nessuna giustizia o sanguinaria? Non aveva dubbi. (2014); p. 240)
*Stava seppellendo anche se stesso nella compostezza di quella ribellione solo interiore. (2014; p. 247)
 
==[[Incipit]] di alcune opere==
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