Differenze tra le versioni di "Massimiliano Parente"

non enciclopedico
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*C'è in Parente, nel suo libro {{NDR|''Il più grande artista del mondo dopo Adolf Hitler''}}, una violenza compressa, un accanimento con cui chiede alla vita (d'artista) di essere più della vita. Per lui ogni essenza permanente si è dileguata, al pari dell'idea stessa di valore. Il mondo dell'arte è la rappresentazione più bruciante del trascolorare dei valori, delle reputazioni, delle ambizioni. ([[Aldo Grasso]])
*È un pazzo. Lucido ma folle. Basti pensare che in questi giorni è uscito un suo libro, pubblicato dalla Nave di Teseo (Elisabetta Sgarbi, sorella di Vittorio), intitolato la Trilogia dell'inumano. Inutile dire che l'inumano è lui stesso, talmente intelligente e pungente da sembrare o essere uno squilibrato. ([[Vittorio Feltri]])
*[...] piùPiù estremo di [[Henry Miller|Miller]] e di [[Louis-Ferdinand Céline|Céline]]. ([[Vittorio Sgarbi]])
*Parente parte da una valutazione radicale del potere conoscitivo di fisica e biologia, che mostrano senza possibilità di scampo la casualità e la provvisorietà della vita sulla terra. Dalla luce violenta di questa evidenza Parente non ravvisa ripari possibili, né nell’eventualità di un ritorno alla natura («Il mare guardato da me è molto simile a se stesso, all’essere visto da nessuno. Una massa d’acqua senza senso, senza alcun retropensiero d’appoggio», ''Contronatura'', p. 51), né nell’arte intesa come trascendenza, né in una comunione politica.<ref>Da un articolo di Marco Malvestio, www.labalenabianca.com/2016/01/25/massimiliano-parente-e-lintelligenza-di-estinzione/|''Massimiliano Parente e l'intelligenza in estinzione'' del 25 gennaio 2016.</ref> (Marco Malvestio)
*[...] più estremo di [[Henry Miller|Miller]] e di [[Louis-Ferdinand Céline|Céline]]. ([[Vittorio Sgarbi]])
 
==Note==