Differenze tra le versioni di "Umberto Terracini"

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*{{NDR|Sul trattato di pace di Parigi}} Onorevoli colleghi, una ne è stata foggiata di queste leggi, che voi dovrete esaminare nei prossimi tempi: legge d'imperio e perciò stesso legge iniqua. Nessun italiano vi ha posto mano, e perciò suona a beffa il titolo di trattato del quale si orna. Essa non corrisponde ai diritti sacri che vennero proclamati come nuova Carta del mondo liberato dai fascismi; e per ciò manca di fondamento giuridico. Essa misconosce i sacrifici immani non ancora conclusi, che il popolo italiano incontrò per rovesciare la tirannide fascista, e, volontario, per la comune salvezza dei popoli; e per cio è ingiusta. Ma se essa intende umiliarci e deprimere in noi la capacità di ristimolare, centuplicandole, le nostre energie e la fermezza dei propositi tesi a rifare del nome italico un segnacolo di gloriose conquiste nel campo della pace feconda e laboriosa; qui essa perderà ogni vigore. Poiché non vi è arbitrio di forze collegate che abbia imperio su spiriti riconsacratisi, per olocausto di popolo, a libertà.<ref name=discorso/>
 
{{Int|Dall'intervista di [[Enzo Biagi]],Da ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,3/articleid,0148_01_1973_0055_0003_4745112/ Terracini]''|Intervista di [[Enzo Biagi]], ''La Stampa'', 6 marzo 1973}}
*{{NDR|Sui presunti contrasti con [[Palmiro Togliatti]]}} Diedi un'intervista ad un giornale americano e, temendo la guerra fredda, auspicai un incontro tra [[Stalin]] e [[Harry S. Truman|Truman]], per chiarire le divergenze, per cercare di superare la crisi. Fui solennemente richiamato. Allora presiedevo la Costituente, e con Togliatti, che era al suo banco, ci scambiavamo dei biglietti per sistemare la faccenda. Volevano una dichiarazione di colpevolezza. Non l'ho fatta.
*{{NDR|Sulla [[rivoluzione]]}} È la liberazione totale, per cominciare una vita nuova.
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