Differenze tra le versioni di "Sandro Pertini"

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*[[Cipriano Facchinetti]] apparteneva a quella categoria di idealisti che intendono pagare di persona per la loro idea. [...] Cessata la tempesta, egli ritornò in Patria; ma non trasformò le sofferenze e le persecuzioni patite in una cambiale da farsi pagare. Gli bastava la consapevolezza, egli puro mazziniano, di aver sempre compiuto il proprio dovere. Questo gli era sufficiente, sicché quando viene nominato Ministro, non si monta la testa: modesto era e modesto rimase. Egli considerò quell'incarico come un posto di lotta, da cui gli derivavano maggiori responsabilità e quindi l'obbligo di compiere con maggiore scrupolo il proprio dovere. [...] Apparteneva alla schiera di quegli uomini politici che non vogliono che la politica si trasformi in un mercato, in cui si barattano interessi personali, oppure in un trampolino per raggiungere cariche, prebende, onori. Egli considerava, come noi consideriamo, la politica un'alta missione, che più che procurar diritti impone doveri. Facchinetti pensava che la politica deve esser fatta con cuore puro e con mani pulite. Per questa ragione ha sempre servito in umiltà il suo partito, con piena dedizione, senza mai nulla chiedere, dando sempre. Questa è stata la divisa politica di Cipriano Facchinetti.<ref>Da ''Discorsi parlamentari 1945-1976'', a cura di Marina Arnofi, Laterza, 2006.</ref>
*Cittadini, lavoratori! Sciopero generale contro l'occupazione tedesca, contro la guerra fascista, per la salvezza delle nostre terre, delle nostre case, delle nostre officine. Come a Genova e Torino, ponete i tedeschi di fronte al dilemma: arrendersi o perire.<ref>Dal discorso alla radio di proclamazione della insurrezione generale, Milano, 25 aprile 1945.</ref>
*[[Bettino Craxi|Craxi]] ha dimostrato di essere un vero socialista, specialmente nella gestione della politica estera, e sulla scena internazionale.<ref name=Tiempo/>
*[[Ciriaco de Mita|De Mita]] è molto intelligente, e cerca di sfruttare al massimo gli attuali contrasti tra socialisti e comunisti.<ref name=Tiempo/>
*{{NDR|[[Patrizio Peci]]}} È un uomo di poca fede, non un rivoluzionario. Ha parlato, vuol dire che non ha ideali.<ref>Visibile in ''[http://www.youtube.com/watch?v=XJqK-PNCNV4 L'infame e suo fratello]'', min. 32:17-32:24.</ref>
*Ho vissuto a [[Milano]] una esperienza che mi ha confermato nell'idea che il [[Italia|nostro popolo]] è capace delle più grandi cose quando lo anima il soffio della libertà e del [[socialismo]].<ref name=miltor/>
*La [[Costituzione della Repubblica italiana|Costituzione]] è un buon documento; ma spetta ancora a noi fare in modo che certi articoli non rimangano lettera morta, inchiostro sulla carta. In questo senso la [[Resistenza italiana|Resistenza]] continua.<ref>Da ''Il libretto rosso di Pertini'', a cura di Massimiliano Di Mino e Pier Paolo Di Mino, Castelvecchi Purple Press, Roma, 2011, p. 31. ISBN 978-88-95903-50-7</ref>
*[[Benito Mussolini|Mussolini]] si comportò come un vigliacco, senza un gesto, senza una parola di fierezza. Presentendo l'insurrezione si era rivolto al cardinale arcivescovo di Milano chiedendo di potersi ritirare in Valtellina con tremila dei suoi. Ai partigiani che lo arrestarono offrì un impero, che non aveva. Ancora all'ultimo momento piativa di aver salva la vita per parlare alla radio e denunciare [[Adolf Hitler|Hitler]] che, a suo parere, lo aveva tradito nove volte.<ref name=miltor>Da ''A Milano e a Torino nella fiammata insurrezionale'', ''Avanti!'', 6 maggio 1945; riportato in ''[http://www.pertini.it/cesp/doc_59.htm Pertini.it]''.</ref>
*[[Alessandro Natta|Natta]] è sempre stato, e continua a essere, un freddo professore universitario, privo della carica di umanità che ha sempre caratterizzato [[Enrico Berlinguer|Berlinguer]].<ref name=Tiempo>Da un'intervista rilasciata a ''Tiempo''; citato in ''[http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,2/articleid,0993_01_1986_0153_0002_13675592/ Pertini rimpiange Berliguer. "Natta un freddo professore"]'', ''La Stampa'', 2 luglio 1986.</ref>
*{{NDR|Sul [[Terremoto dell'Irpinia del 1980]]}} Nel 1970 in Parlamento furono votate leggi riguardanti le calamità naturali. Vengo a sapere adesso che non sono stati attuati i regolamenti di esecuzione di queste leggi. E mi chiedo: se questi centri di soccorso immediati sono stati istituiti, perché non hanno funzionato? Perché a distanza di 48 ore non si è fatta sentire la loro presenza in queste zone devastate? Non bastano adesso. Vi è anche questo episodio che devo ricordare, che mette in evidenza la mancanza di aiuti immediati. Cittadini superstiti di un paese dell'Irpinia mi hanno avvicinato e mi hanno detto: "''Vede, i soldati ed i carabinieri che si stanno prodigando in un modo ammirevole e commovente per aiutarci, oggi ci hanno dato la loro razione di viveri perché noi non abbiamo di che mangiare''". Non erano arrivate a quelle popolazioni razioni di viveri. Quindi questi centri di soccorso immediato, se sono stati fatti, ripeto, non hanno funzionato. Vi sono state delle mancanze gravi, non vi è dubbio, e quindi chi ha mancato deve essere colpito, come è stato colpito il prefetto di Avellino, che è stato rimosso giustamente dalla sua carica. Adesso non si può pensare soltanto ad inviare tende in quelle zone. Sta piovendo, si avvicina l'inverno, e con l'inverno il freddo. E quindi è assurdo pensare di ricoverarli, pensare di far passare l'inverno ai superstiti sotto queste tende. Bisogna pensare a ricoverarli in alloggi questi superstiti. E poi bisogna pensare a una casa per loro. Su questo punto io voglio soffermarmi, sia pure brevemente. Non deve ripetersi quello che è avvenuto nel Belice.<ref>Dal discorso agli italiani, trasmesso su ''TG2 Studio Aperto'', 26 novembre 1980; visibile su ''[https://www.youtube.com/watch?v=o1WChq0gQcA Youtube.com]''.</ref>
*Nessuno può negare che la [[P2]] sia un'associazione a delinquere.<ref>Citato in M. Guarino e F. Raugei, ''Gli anni del disonore'', Dedalo, 2006, p. 7.</ref>
*Ormai a tutti è noto che l'[[Unione Europea]] e gli organismi derivanti dal Piano Marshall non sono l'espressione spontanea della volontà e delle esigenze dei popoli europei, bensì sono stati artificiosamente creati con lo scopo politico di fare d'un gruppo di nazioni europee uno schieramento in funzione antisovietica, e con lo scopo economico di fare dell'Europa Occidentale un campo di sfruttamento della finanza americana.<ref>Da ''L'Europa e il Piano Marshall'', ''Avanti!'', 30 giugno 1949; riportato in ''[http://www.pertini.it/cesp/doc_73.htm Pertini.it]''.</ref>
*Per me libertà e giustizia sociale, che poi sono le mete del socialismo, costituiscono un binomio inscindibile: non vi può essere vera libertà senza giustizia sociale, come non vi può essere vera giustizia sociale senza libertà. Ecco, se a me socialista offrissero la realizzazione della riforma più radicale di carattere sociale, ma privandomi della libertà, io la rifiuterei, non la potrei accettare. [...] Ma la libertà senza giustizia sociale può essere anche una conquista vana. Mi dica, in coscienza, lei può considerare veramente libero un uomo che ha fame, che è nella miseria, che non ha lavoro, che è umiliato perché non sa come mantenere i suoi figli e educarli? Questo non è un uomo libero. Sarà libero di bestemmiare, di imprecare, ma questa non è la libertà che intendo io. (da un'[http://www.pertini.it/cesp/video/socialismo2.wmv Intervista - Centro Espositivo Sandro Pertini]<ref>Vedi anche [http://www.pertini.it/cesp/p_video.htm Video CESP - Centro Espositivo Sandro Pertini].</ref>)
*{{NDR|Su [[Mu'ammar Gheddafi]]}} Quell'uomo è un pazzo. Un pericolo per la pace.<ref name=Tiempo/>
*{{NDR|Sullo stato della Repubblica nel dopoguerra}} Siamo caduti nella zona di influenza [[america]]na: Piano Marshall, Patto atlantico, [[NATO]]. Gli americani temevano una rivoluzione e ci hanno impedito di fare ciò che avremmo dovuto. Ci hanno rimesso in mano i vecchi arnesi del fascismo, i questori Guida, sicché è un po' successo in Italia ciò che successe in Francia dopo la [[rivoluzione francese]]: quando tornarono a galla i vecchi arnesi del vecchio regime.<ref name=fallaci/>
*Sono al fianco di chi soffre umiliazioni e oppressioni per il colore della sua pelle. [[Adolf Hitler|Hitler]] e [[Benito Mussolini|Mussolini]] avevano la pelle bianchissima, ma la coscienza nera. [[Martin Luther King]] aveva la pelle color dell'ebano, ma il suo animo brillava della limpida luce, come i diamanti che negri oppressi estraggono dalle miniere del Sudafrica, per la vanità e la ricchezza di una minoranza dalla pelle bianca.<ref>Citato nella canzone ''Il bianco e il nero'' nell'album ''Verba Manent'' (1993) di [[Frankie hi-nrg mc]].</ref> (da un discorso del 1982; citato in Michelangelo Jacobucci, ''Pertini uomo di pace'', Rizzoli, 1985)
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