Jan Struther: differenze tra le versioni

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==''La signora Miniver''==
===[[Incipit]]===
"Era una bella cosa", pensava la signora Miniver, mentre faceva un cenno di saluto alla fioraia e riprendeva il cammino, stringendo tra le braccia, con una gioia un po' cerimoniosa e come se fosse una cornucopia, un bel mazzo di crisantemi. Era una bella cosa tornare alla tranquillità, dopo aver riposto i ricordi estivi quasi in un astuccio, riprendere le abitudini consuete, il corso normale della vita di cui le vacanze rappresentavano un intermezzoinsignificante. Non che le piacessero le vacanze; ma provava sempre – ed era questa forse la misura della sua particolare felicità – un certo sollievo quando esse giungevano al termine.
 
===Citazioni===
*Oggigiorno un'[[automobile]] forma parte integrante della vita di ciascuno, è l'accompagnamento sonoro e visivo di tanti pensieri, sentimenti, conversazioni e decisioni, che viene ad assumere l'importanza di una delle stanze di casa. E il separarsene, quali che ne siano le deficienze, è come il perdere un elemento del proprio ambiente familiare. (p. 16)
*Solo le [[Parola|parole]] valgono a fissare uno stato d'animo; esse sole sono un'arma sicura contro l'oblio. (p. 26)
*Uno dei vantaggi dell'[[Inghilterra]], sui paesi che hanno un clima ragionevole è quello di permettere più di una volta all'anno l'esclamazione: "questo è il primo giorno di primavera!" (p. 67)
*Un certo grado di non comprensione (da non confondere con l'[[incomprensione]]) è l'unico santuario che un essere umano può offrire ad un altro, nella devastatrice intimità di un [[matrimonio]] felice. (p. 83-84)
 
==Bibliografia==
*Jan Struther, ''La signora Miniver'', traduzione di Giorgio Jarach, Oscar Mondadori, Milano, 1965.
 
==Altri progetti==
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