Differenze tra le versioni di "Desmond Tutu"

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::{{NDR|[[Citazioni errate|Citazione errata]]}} La citazione viene erroneamente attribuita a Desmond Tutu che in realtà ha solamente citato l'aneddoto durante un discorso al [[Waldorf-Astoria Hotel]] di New York, poco prima di ricevere il premio Nobel nel 1984. In realtà, la prima traccia della citazione è in ''The Deputy'', libro di Hochhuth, nel quale la frase viene attribuita a [[Jomo Kenyatta]] senza alcun riferimento temporale o di altro genere.
 
===''Non c'è futuro senza perdono''===
*Le parole "mai più" esprimono l'impegno del nuovo Sudafrica. Mai più potrà accadere che, nell'ordine e nella legalità più scrupolosi, venga approvata una legge che trasformi la vita di tanti in un inferno. Perché nel nuovo Sudafrica la sovranità non è del parlamento: sovrana è la nostra Costituzione, che gode forma di essere tra le più progressiste e umanitarie del mondo. (p. 20)
*Nel corso della Guerra anglo-boera a cavallo del 1900, gli inglesi rinchiusero nei campi di concentramento più di duecentomila persone, tra cui le donne e i bambini boeri, e i braccianti neri che lavoravano nelle fattorie boere. Il campo di concentramento è stata un'invenzione degli inglesi, per avendo toccato l'apice della sua triste fama durante l'olocausto voluto da Hitler nella sua ossessione per la purezza della razza ariana. Si calcola che nei campi di concentramento inglesi del Sudafrica almeno cinquantamila persone siano morte per le condizioni di reclusione insostenibili. Alla fine della guerra nessuna delle due parti ha avuto la capacità di indurre l'altra a mettersi a un tavolo per parlare di questo aspetto del conflitto. Sembrava che nel tempo la ferita fosse rimarginata, e che inglesi e afrikaner avessero trovato il modo di convivere felicemente. Purtroppo, in realtà, si tratta di un rapporto soltanto apparentemente amichevole, e sotto la superficie continuano a covare germi di disagio e di instabilità. (pp. 29-30)
 
==Bibliografia==
*Desmond Tutu, ''Non c'è futuro senza perdono'', Feltrinelli Editore, 2001, ISBN 880717054X88-07-17054-X
 
==Note==
==Altri progetti==
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