Vladimir Žabotinskij: differenze tra le versioni

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==Citazioni di Vladimir Žabotinskij==
È impossibile sognare un accordo volontario fra noi {{NDR|ebrei}} e gli arabi [...] Non ora e non in un futuro prevedibile [...]. Ogni nazione, civile o primitiva, considera la propria terra come il suo focolare nazionale, dove vuole stare, come unico proprietario della terra, per sempre. Una tale nazione non consentirà mai spontaneamente a che vi siano nuovi proprietari terrieri, nemmeno a una società. Ogni nazione aborigena combatterà i nuovi coloni fino a quando ci sarà speranza di liberarsi di loro. Così si comportano e così si comporteranno gli arabi [della Palestina] fino a quando ci sarà nei loro cuori un barlume di speranza di poter impedire la trasformazione della Palestina in Erez Israel<ref>In ebraico Terra d'Israele.</ref>.<ref>Vladimir Jabotinskij, ''On the Iron Wall'', 1923. Citato in Paul Johnson, ''Storia degli ebrei'' (''A History of the Jews''), traduzione di Eleonora Vita Heger, TEA Storica, Editori Associati, Milano, 1994, p. 499.</ref>
 
==Citazioni su Vladimir Žabotinskij==
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