Differenze tra le versioni di "Luigi Salvatorelli"

→‎Citazioni: debolezze della Società delle Nazioni
(→‎Citazioni: wlink)
(→‎Citazioni: debolezze della Società delle Nazioni)
*Il [[Trattato di Versailles (1919)|trattato di Versailles]] non fu quel monumento di iniquità di cui parlarono gli estremisti del neutralismo e del pacifismo, a rinforzo del revanscismo tedesco. Ciò che gli dette agli occhi dei Tedeschi – ma non di essi soltanto – la fisionomia di "pace cartaginese" fu, più ancora delle clausole specifiche, il carattere esteriore ostentato d'imposizione. Ogni pace tra vincitori e vinti è per natura pace imposta. Ma si può risparmiare la dignità del vinto con una discussione e redazione in comune, intorno a un tavolo di conferenza, a parità formale di situazione tra i plenipotenziari. (Vol. II. Parte terza. Capitolo sesto, p. 669)
*Su tutta la nuova situazione internazionale {{NDR|creata dai trattati di pace che chiudevano la prima guerra mondiale}} avrebbe dovuto vegliare la [[Società delle Nazioni|Società delle nazioni]], rimediando (secondo l'idea di [[Thomas Woodrow Wilson|Wilson]]) alle imperfezioni dei trattati e promuovendo l'attuazione degli ideali intesisti<ref>Riferiti alle potenze dell'Intesa, vincitrici del conflitto.</ref> e wilsoniani. La Società (''League'', nel testo inglese) era stata costituita il 10 gennaio 1920; la prima riunione del Consiglio a Parigi avvenne il 16 gennaio, quella dell'Assemblea a Ginevra il 15 novembre. La sua costituzione avvenne in base alla prima parte del trattato di Versailles, e degli altri trattati di pace. Wilson aveva inteso così sottolineare l'autorità primaria: di fatto aveva creato un primo ostacolo. Venendo edificata sul fondamento dei trattati di pace imposti dai vincitori ai vinti, La Società assumeva agli occhi dei secondi l'aspetto di una lega di ''beati possidentes'', di uno strumento con cui i più forti avrebbero cercato di mantenere e assodare il loro predominio, mentre forniva un terreno propizio alla coltivazione e manifestazione di recriminazioni e rancori non capaci dii ottenere soddisfazione. (Vol. II. Parte terza. Capitolo sesto, pp. 672-673)
*I rappresentanti dei singoli stati all'Assemblea {{NDR|della Società delle Nazioni}} non erano nominati dai popoli o dai parlamentari, ma dai governi, dal potere esecutivo; erano quindi in sostanza funzionari di questi. L'unanimità o la quasi unanimità era richiesta per le deliberazioni della Lega. Mancava qualsiasi organo di esecuzione forzata delle deliberazioni della Lega, le quali rimanevano abbandonate alla buona volontà dei singoli Stati membri. Queste tre circostanze toglievano alla Società delle nazioni qualsiasi carattere di Superstato: essa sarebbe risultata in pratica quel che i singoli componenti avrebbero voluto e saputo farne. (Vol. II. Parte terza. Capitolo sesto, p. 678)
 
==Bibliografia==
17 738

contributi