Differenze tra le versioni di "Luigi Salvatorelli"

→‎Incipit di Storia del Novecento: Citazioni: il trattato di Versailles
(Storia del Novecento: Incipit)
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*La [[Relazioni internazionali|politica internazionale]] oggi non può essere che mondiale: e quindi mondiali i contrasti, mondiali gli accordi, mondiali le guerre, mondiali le paci.<ref>Dal discorso al convegno della «Terza forza» a Milano, riportato in ''La Rassegna d'Italia'', maggio 1948; citato in [[Aldo Capitini]], ''Italia nonviolenta'', in ''Le ragioni della nonviolenza: Antologia degli scritti'', Edizioni ETS, Pisa, 2004, p. 101. ISBN 88-467-0983-7</ref>
 
==[[Incipit]] di ''Storia del Novecento''==
===[[Incipit]]===
Con il 1914 (inizio della [[prima guerra mondiale]]) incomincia "la novella storia", cioè la nostra "Storia contemporanea": entità di dubbia consistenza ideale, destinata a cambiare da una generazione all'altra la sua data di nascita, senza trovare di volta in volta l'accordo su di essa: e tuttavia, periodizzazione di cui praticamente non si può fare a meno. <!--(Introduzione)-->
 
===Citazioni===
*Il [[Trattato di Versailles (1919)|trattato di Versailles]] non fu quel monumento di iniquità di cui parlarono gli estremisti del neutralismo e del pacifismo, a rinforzo del revanscismo tedesco. Ciò che gli dette agli occhi dei Tedeschi – ma non di essi soltanto – la fisionomia di "pace cartaginese" fu, più ancora delle clausole specifiche, il carattere esteriore ostentato d'imposizione. Ogni pace tra vincitori e vinti è per natura pace imposta. Ma si può risparmiare la dignità del vinto con una discussione e redazione in comune, intorno a un tavolo di conferenza, a parità formale di situazione tra i plenipotenziari. (Vol. II. Parte terza. Capitolo sesto, p. 669)
 
==Bibliografia==
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