Differenze tra le versioni di "Lev Tolstoj"

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[[Immagine:Lew Tolstoi.jpg|thumb|Lev Nikolaevič Tolstoj]]
'''Lev Nikolàevič Tolstòj''' (1828 – 1910), scrittore, filosofo, educatore e attivista sociale russo.
{{Vedi anche|Anna Karenina|Guerra e pace|Della vita|Il regno di Dio è in voi}}
 
==Citazioni di Lev Tolstoj==
*Un uomo può ignorare d'avere una [[religione]], come può ignorare d'avere un cuore, ma senza religione, come senza cuore, l'uomo non può esistere. (p. 185)
 
== ''CheAnna cosa è lKarenina'arte?'' ==
{{Vedi anche|Anna Karenina}}
 
==''Che cosa è l'arte?''==
===Citazioni===
*Come i teologi di varie sètte, così anche gli [[Artista|artisti]] di vari gruppi si escludono e si distruggono a vicenda. (p. 9)
*Oggi ho trascritto l'articolo di Lev Nicolaevič sull'arte. Dappertutto si parla con indignazione della presenza eccessiva e morbosa dell'amore (la mania erotica) in tutte le opere d'arte. E [[Aleksandra Tolstaja|Saša]] stamattina mi ha detto: «Papà stamattina è allegro e tutti sono allegri, perché lo è lui!» Ma se sapesse che ''papà'' è sempre allegro a causa di quell'amore che lui nega! ([[Sof'ja Tolstaja]])
 
== ''Che fare?'' ==
*Trent'anni fa ho visto a Parigi [[Pena di morte|decapitare un uomo]] con la ghigliottina, in presenza di migliaia di spettatori. Sapevo che si trattava di un pericoloso malfattore; conoscevo tutti i ragionamenti che gli uomini hanno messo per iscritto nel corso di tanti secoli per giustificare azioni di questo genere; sapevo che tutto veniva compiuto consapevolmente, razionalmente; ma nel momento in cui la testa e il corpo si separarono e caddero diedi un grido e compresi, non con la mente, non con il cuore, ma con tutto il mio essere, che quelle razionalizzazioni che avevo sentito a proposito della pena di morte erano solo funesti spropositi e che, per quanto grande possa essere il numero delle persone riunite per commettere un assassinio e qualsiasi nome esse si diano, l'assassinio è il peccato più grave del mondo, e che davanti ai miei occhi veniva compiuto proprio questo peccato. (pp. 18-19)
*Compresi, in realtà, solo ciò che sapevo da moltissimo tempo, quella verità che è stata trasmessa agli uomini sin dai tempi più antichi, da [[Gautama Buddha|Buddha]], da [[Isaia]], da [[Laozi|Lao-Tse]], da [[Socrate]] e, in modo particolarmente chiaro e inequivocabile, da [[Gesù|Gesù Cristo]] e dal suo predecessore [[Giovanni Battista]]. Giovanni Battista, alla domanda degli uomini: «Che dobbiamo fare?», ha risposto in modo semplice, breve e chiaro: «Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha, e chi ha da mangiare faccia altrettanto.» [...] Capii che un uomo, oltre a vivere per il proprio bene personale, deve inevitabilmente contribuire al bene degli altri: se dobbiamo prendere un paragone dal mondo degli animali [...] allora occorre prenderlo dal mondo degli [[animale sociale|animali sociali]], come le [[ape|api]]; ed è per questo che l'uomo, senza parlare dell'amore per il prossimo che è innato in lui, è chiamato sia dalla ragione sia dalla sua stessa natura a [[servire]] gli altri uomini e l'umanità in generale. Capii che questa legge naturale dell'uomo è la sola che gli permette di compiere quanto gli è stato assegnato e di essere quindi felice. (pp. 155-156)
*[[Dio]] respira per mezzo delle nostre vite. [...] L'uomo-spirito, figlio di Dio, fratello di tutti gli esseri, è chiamato a servire tutti gli esseri, il Tutto, Dio. Come è bene! In modo particolarmente chiaro, da questa comprensione della vita, si rivela l'obbligo morale non solo di non distruggere la vita degli esseri, ma di servire ad essa. Ogni [[vita]] è una manifestazione di Dio. (11 maggio)
*Non solo gli uomini, ma anche gli animali nella [[vecchiaia]] diventano più buoni. (1° settembre)
 
==''Della vita''==
{{Vedi anche|Della vita}}
 
==''Guerra e pace''==
{{Vedi anche|Guerra e pace}}
 
==''I cosacchi''==
 
==''I diari''==
 
===[[Incipit]]===
''17 marzo. Kazan'' Da sei giorni sono in clinica e da sei giorni sono quasi soddisfatto di me. ''Les petites causes produisent de grands effets''. Ho preso la ''[[gonorrea]]'', ovviamente per quello per cui di solito si prende; e questa insignificante circostanza mi ha dato la spinta per salire su quel gradino sul quale già da tempo avevo posto il piede; ma non riesco in nessun modo a issare il tronco (forse perché inavvertitamente ho posato prima il piede sinistro invece del destro). Qui sono completamente solo, nessuno m'importuna, qui non ho servi, nessuno mi aiuta: di conseguenza nessun estraneo ha influenza sulla ragione e sulla memoria, e la mia attività deve di necessità svilupparsi. Il vantaggio principale consiste in ciò, che io vedo ora con chiarezza che la vita disordinata che la maggior parte dei giovani di mondo conducono, giustificandola con la gioventù, non è altro che la conseguenza di una precoce depravazione dell'animo. La solitudine è tanto utile all'uomo che vive in società, quanto la società all'uomo che non vive in essa. Separa l'uomo dalla società, fallo entrare in se stesso, e non appena si tolgono alla sua ragione le lenti che gli mostrano ogni cosa rovesciata, non appena si schiarisce il suo sguardo sulle cose, gli sarà persino incomprensibile come prima non vedesse tutto questo. <!--1847, p. 25-->
==''Il bastoncino verde: scritti sul cristianesimo''==
 
=== ''Lettera a M.A. Enghelgardt'' (1882-1883) ===
====[[Incipit]]====
Mio caro Mikhail Aleksandrovich,<br />
*Per me [[Amor di Dio|amare Dio]] vuol dire amare la [[verità]]; amare il [[prossimo]] come se stessi è riconoscere l'unità della propria anima e della propria vita con ogni altra vita umana e con la Verità eterna – Dio. (p. 17)
 
=== ''Sul suicidio'' (1890)===
*Ci si può domandare se è ragionevole e morale – questi due termini sono inseparabili – [[suicidio|uccidersi]].<br />No! Uccidersi è irragionevole, così come tagliare i polloni di una pianta che si vorrebbe estirpare. Essa non morrà, crescerà irregolarmente, ecco tutto. La [[vita]] è indistruttibile, al di là del tempo e dello spazio. La morte non può che cambiarne la forma, mettendo fine alla sua manifestazione in questo mondo. Ma rinunciando alla vita in questo mondo, io non so se la forma che essa prenderà altrove, mi sarà più gradita e in secondo luogo io mi privo della possibilità di imparare e di acquisire a profitto del mio io, tutto ciò che avrei potuto apprendere in questo mondo. D'altra parte e soprattutto, il suicidio è irrazionale perché, rinunciando alla vita a causa del disgusto che essa mi provoca, io mostro di avere un concetto errato dello scopo della mia vita, supponendo che serva al mio piacere, mentre essa ha per scopo, da un lato, il mio perfezionamento personale e dall'altro la cooperazione all'opera generale che si compie nel mondo.<br />Ed è per questo che il suicidio è immorale. All'uomo che si uccide, la vita era stata data con la possibilità di vivere fino alla sua morte naturale, a condizione di essere utile all'opera generale della vita e lui, dopo aver goduto della vita, finché gli è parsa gradevole, ha rinunciato a metterla al servizio dell'utilità generale, appena gli è divenuta spiacevole; mentre verosimilmente egli cominciava a divenire utile nel preciso istante in cui la sua vita si incupiva, perché ogni lavoro comincia con travaglio. (p. 31)
*Nella solitudine di Optynia<ref>Famoso monastero russo, visitato da Tolstoj. (nota del traduttore)</ref> durante più di trent'anni, giacque un monaco paralitico, che aveva conservato solo l'uso della mano sinistra. I medici dicevano che doveva soffrire terribilmente. Lui non solo non si lamentava mai del suo stato, ma gli occhi fissi sulle icone, con segni di croce ed un perpetuo sorriso non cessava di esprimere a Dio la sua riconoscenza e la sua gioia per quel barlume di vita che conservava in sé. Migliaia di pellegrini venivano a visitarlo ed è incredibile quale benefico irraggiamento proiettava sul mondo quest'uomo incapace di ogni attività fisica. Quel paralitico faceva sicuramente più del bene che migliaia e migliaia di persone in perfetta salute che credono di compiere in diversi campi un lavoro impegnativo ed utile all'umanità.<br />Finché l'essere umano conserva un soffio di vita, può perfezionarsi ed essere utile agli altri uomini. Ma egli può esser utile agli altri uomini, solo perfezionandosi e può perfezionarsi, solo rendendosi loro utile. (p. 32)
 
=== ''Il bastoncino verde'' (1905) ===
*[[Dio]] si rivela sempre a tutti, a tutti coloro che lo cercano. Egli si rivela ad ogni uomo, nel suo proprio cuore. Ogni uomo sente in sé Dio, quel principio di vita che non è corpo, ma che vive nel corpo umano, che non ha né peso, né misura, né colore, né gusto, né odore, che mai ebbe inizio e mai avrà fine. (p. 41)
*In che consiste la vera condizione dell'uomo sulla terra e in che consiste quell'inganno che rende l'uomo infelice?<br />L'inganno consiste nel fatto che gli uomini si dimenticano della [[morte]], dimenticano che essi in questo mondo non vivono, ma passano. (p. 45)
*La [[morte]] è orribile solo per colui che non crede in Dio, oppure crede in un Dio malvagio, il che è la stessa cosa. Per colui che crede in Dio, nella sua bontà e vive in questa vita secondo la sua legge ed ha sperimentato questa sua bontà, per costui la morte è solo un passaggio. (p. 50)
 
=== ''Amatevi gli uni gli altri'' (1907-1909)===
*La [[vita]] è stata data agli uomini per la loro [[felicità]], loro devono solo viverla al modo giusto.<br />Se la gente si amasse, invece di odiarsi a vicenda, la vita sarebbe una continua felicità per tutti. [...]<br />C'è un solo modo per far sì che la vita divenga più felice ed è che le singole persone divengano più [[bontà|buone]]. [...]<br />La vostra<ref>Si rivolge a un circolo giovanile contadino. (cfr. la nota nel libro)</ref> salvezza, la salvezza di tutti non risiede in una qualsiasi organizzazione malvagia e violenta della società, ma nel perfezionamento della propria anima. Solo attraverso questo perfezionamento ciascun uomo otterrà la massima felicità per sé e per chi lo circonda e il miglior regime sociale possibile. (pp. 53-55)
*L'amore produce il bene, perché l'uomo, amando, si unisce a Dio e quindi non desidera più nulla per sé, ma desidera dare agli altri ciò che ha, persino la sua vita e in questo dono di se stesso trova la felicità. [...] Amare vuol dire offrire se stessi a Dio, fare la Sua volontà; ma Dio è amore, Egli vuole il bene di tutti [...]. (pp. 59-60)
 
=== ''Il non agire'' (1893)===
*Esiste l'opinione, generalmente accettata, che [[scienza e religione]] siano opposte l'una all'altra. Esse in effetti lo sono, ma solo nel tempo, vale a dire, quello che i contemporanei considerano scienza, diviene religione per i loro discendenti. Quello che di solito viene designato come religione non è in gran parte che la scienza del passato, mentre quello che generalmente è chiamato col nome di scienza non è che la religione del presente. (p. 67)
*Tutte le grandi rivoluzioni della vita umana avvengono nel [[pensiero]]. Purché si produca un cambiamento nel modo di pensare e l'azione seguirà così immancabilmente la direzione del pensiero, come una barca segue la direzione impressagli dal timoniere. (p. 75)
*Si dice comunemente che la vera [[realtà]] è ciò che esiste, oppure che solo ciò che esiste è reale. Ma è tutto il contrario: la vera realtà, ciò che noi conosciamo realmente, è ciò che non è mai esistito. L'[[ideale]] è la sola cosa che noi conosciamo con esattezza. È solo grazie all'ideale, che noi conosciamo qualsiasi cosa e pertanto solo l'ideale può guidarci come individui e come umanità, nella nostra esistenza. L'ideale [[Cristianesimo|cristiano]] è davanti a noi da diciotto secoli; ed ora brilla di una tale intensità che occorre fare un grande sforzo, per non accorgerci che tutti i nostri mali derivano dal fatto che noi non lo prendiamo come nostra guida. (p. 77)
 
=== ''Che cos'è la religione e quale ne è l'essenza?'' (1902) ===
====Citazioni====
*Il [[Brahmanesimo|bramino]] capiva il suo rapporto {{NDR|con l'infinito}} così: egli è un agente del Brahma infinito, è una sua manifestazione e, rinunciando alla vita, deve desiderare di fondersi con quell'ente superiore. (p. 90)
L'anima umana è una luce, la "luce di Dio", afferma un saggio detto ebraico. L'uomo è un animale debole ed infelice, fino a che nella sua anima non risplende questa luce di Dio. Ma quando questa luce si accende (ed essa si accende solo nell'anima illuminata dalla religione), l'uomo diviene l'esser più potente del mondo. E non può accadere altrimenti, perché allora in lui agisce non la sua forza, ma la forza di Dio.<br />
Ecco che cos'è la religione e in che consiste la sua essenza.
 
==''Il regno di Dio è in voi''==
{{Vedi anche|Anna Karenina|Guerra e pace|Della vita|Il regno di Dio è in voi}}
 
==''La morte di Ivan Il'ič''==