Differenze tra le versioni di "Tito Livio"

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+citazione libro IX
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(+citazione libro IX)
*Un [[soldato]] deve confidare sulla sua spada e sul suo coraggio, non perdere tempo ad adornarsi di oro e argento. […] Un soldato deve adornarsi del suo valore. ([[Lucio Papirio Cursore (console 326 a.C.)|Lucio Papirio Cursore]]: IX, 40; 1997)
:''[H]orridum militem esse debere, non caelatum auro et argento sed ferro et animis fretum.'' […] ''Virtutem esse militis decus.''
* Il dittatore, su decreto del Senato, celebrò il trionfo, in cui di gran lunga ottennero la più grande attenzione le armi dei nemici. Tanta fu la loro magnificenza, che gli scudi dorati vennero divisi tra i proprietari dei cambiavalute, per ornare il foro. Da qui si dice risalga l'origine dell'abitudine, da parte degli edili, di ornare il foro ogni qual volta vi venivano condotte le ''tensae'', i carri sacri su cui venivano portate le statue degli dei. E appunto i Romani fecero uso, per onorare gli dei, delle splendide armi dei nemici: i Campani, per il loro orgoglio e l'odio verso i Sanniti armarono dei gladiatori, che intrattenevano le loro feste, con queste armi e diedero loro il nome di "Sanniti".
: ''Dictator ex senatus consulto triumphavit, cuius triumpho longe maximam speciem captiva arma praebuere. Tantum magnificentiae visum in his, ut aurata scuta dominis argentariarum ad forum ornandum dividerentur. Inde natum initium dicitur fori ornandi ab aedilibus cum tensae ducerentur. Et Romani quidem ad honorem deum insignibus armis hostium usi sunt: Campani ad superbiam et odio Samnitium gladiatores, quod spectaculum inter epulas erat, eo ornatu armarunt Samnitiumque nomine compellarunt''. (IX, 40)
 
*Per badare allo [[Stato]] niente è più sicuro di un collegio concorde.<ref>Questo qui espresso è il principio fondamentale delle istituzioni romane. Tutte le cariche erano collegiali, dai consoli alle magistrature minori, poiché c'era la convinzione che una gestione di questo tipo potesse allontanare il pericolo di una tirannide. (2011)</ref> ([[Quinto Fabio Massimo Rulliano]]: X, 22; 2011)