Differenze tra le versioni di "Nikolaj Vasil'evič Gogol'"

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[[ImmagineFile:N.Gogol by F.Moller (1840s, GIM).jpg|thumb|Nikolaj Vasil'evič Gogol']]
'''Nikolaj Vasil'evič Gogol'''' (1809 – 1852), scrittore e drammaturgo ucraino.
 
==Citazioni di Nikolaj Vasil'evič Gogol'==
*Cos'è tutto ciò che ho scritto fin oggi? Mi sembra di scartabellare un vecchio quaderno di scuola dove in una pagina noti negligenza, in un'altra impazienza e abborracciature; la mano timida e incerta del principiante, e il modo di fare ardito dell'insolente... È ormai tempo di accingersi a lavorare sul serio. Oh, quale meraviglioso significato hanno avuto tutte le circostanze e le vicissitudini della mia vita! Quale via di salvazione sono state per me le amarezze e le avversità... La mia lontananza attuale dalla patria è voluta dall'alto, da quella stessa sublime provvidenza che tutto mi concede per la mia educazione. ''Questa è una grande svolta ''[perelom]'', una grande epoca della mia vita''. (da<ref>Da una lettera a Zukovskij del 16 giugno 1836; citato in Leone Pacini Savoj, introduzione a Gogol' 2004, p. 59)</ref>
*Da tempo avevo il sospetto che i [[Cane|cani]] fossero più intelligenti degli uomini; ed ero perfino convinto che potessero parlare, ma che, soltanto, ci fosse in loro una specie di cocciutaggine. Sono dei grandi politiconi: osservano ogni cosa, non perdono una sola mossa di una persona. (da<ref>Da ''Il diario di un pazzo'', in ''I racconti degli «Arabeschi»'', p. 86)</ref>
*Davanti a me il [[Vesuvio]]. Adesso butta fiamme e fuma. Uno spettacolo straordinario! Figuratevi un enorme fuoco d'artificio che non s'arresta per un solo minuto. (da<ref>Da una ''lettera alla madre da Napoli'', 1838; citato in ''Il Vesuvio'', Pierro Gruppo Editori Riuniti Campani, Napoli, 2000)</ref>
*[[Genova]] è magnifica, moltissime case somigliano piuttosto a palazzi, adorne di quadri dei migliori pittori italiani, però le strade sono così strette che due persone affiancate non riescono a passarci. In compenso, sono lastricate di marmo e molto pulite.<ref>Da una lettera a Marija Ivanovna Gogol' del 28/16 marzo 1837; in ''Dall'Italia'', traduzione di Maria Giuseppina Cavallo, Voland, Roma, 1995, p. 18</ref>
*I [[Cane|cani]] sono gente di cervello, conoscono ogni nesso politico. (da<ref>Da ''Il diario di un pazzo'', in ''I racconti degli «Arabescchi»'', p. 87)</ref>
*I librai sono una razza tale che senza nessun rimorso di coscienza li si potrebbe impiccare al primo albero! (da<ref>Da una lettera a [[Aleksandr Sergeevič Puškin]], 7 ottobre 1835; citato in ''Polnoe sobranie sočinenij'', Vol. X, Leningrad 1940)</ref>
*In me non c'era un qualche vizio troppo forte che spiccasse con più evidenza di tutti gli altri, così come non c'era nessuna virtù pittoresca, che potesse conferirmi un pittoresco aspetto; ma in compenso in me erano riunite tutte le possibili brutture, ognuna in piccola dose, ma in così gran numero come non ne ho mai incontrate in nessun altro. (da<ref>Da una lettera; citato in ''Brani scelti dalla corrispondenza con gli amici'', [http://books.google.it/books?id=lEemYH1zBUQC&pg=PA90 p. 90])</ref>
*''[[Italia]] – magnifico paese! | Per te l'anima geme e si strugge...'' (citato<ref>Citato in ''Quattro poeti russi per l'Italia'', a cura di [[Mirella Meringolo]], ''Poesia'', n. 193 aprile 2005, Crocetti Editore)</ref>
*L'[[uomo]] è creatura siffattamente mirabile che non puoi mai enumerarne tutte le virtù d'un sol fiato e, più lo scruti, più cose singolari discopri – e il descriverle non avrebbe mai fine. (da<ref>Da ''Il corso Nevà'', in ''I racconti degli «Arabescchi»'')</ref>
*Mi ero accorto che nelle mie opere avevo riso gratuitamente, senza un perché. Quando si ha da ridere val meglio ridere forte di quel che merita che tutti ridano. (da<ref>Da ''Confessione''; citato in Leone Pacini Savoj, introduzione a Gogol' 2004, p. 52)</ref>
 
==''L'ispettore generale''==
==Citazioni su Nikolaj Vasil'evič Gogol'==
*Il mare russo era liscio come uno specchio. Era tutto «riflessi» e «echi» [...]<br/>Notte calma, silente, profonda.<br/>L'aria è limpida, luminoso il cielo.<br/>All'improvviso il diavolo con un bastoncino ha smosso il fondo: e dal fondo sono affiorate correnti limacciose, bolle palustri... Era arrivato Gogol'. Dietro a Gogol' tutto. Ansia. Confusione. Cattiveria, molta cattiveria. «Uomini superflui». ([[Vasilij Vasil'evič Rozanov]])
 
==Note==
<references />
 
==Bibliografia==