Differenze tra le versioni di "Cecità"

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*Così, dopo aver attraversato quel ponte<ref>Si riferisce al ponte che conduce a conoscere l<nowiki>'</nowiki>''[[ātman]]''.</ref>, il cieco vede, il ferito è risanato, il sofferente è liberato dal dolore. Perciò per colui che ha attraversato quel ponte anche la notte è trasformata in giorno, poiché il mondo di [[Brahman]] è sempre illuminato. (''[[Chāndogya Upaniṣad]]'')
*I ciechi, pur non vedendo il Principe al cui cospetto si trovano, non per questo non tengono un contegno rispettoso se sono avvertiti di tale presenza; però, non vedendolo, dimenticano facilmente la sua presenza; di conseguenza ancor più facilmente dimenticano il contegno rispettoso. Noi siamo così, Filotea: pur sapendo che Dio è presente, non lo vediamo; è la fede che ci ricorda la sua presenza. Non vedendolo materialmente con gli occhi ce ne dimentichiamo molto spesso e ci comportiamo come se Dio fosse molto lontano. Sappiamo bene che è presente in tutetutte le cose, ma non ci pensiamo, ed è quindi come se non lo sapessimo. ([[Francesco di Sales]])
*– Io conoscevo un uomo che era cieco. Quando arrivò all'età di 40 anni si fece fare un'operazione e riacquistò la vista. <br>– E cos'ha provato? <br>– All'inizio era... felice... incantato... facce, colori, paesaggi. Ma poi tutto cominciò a cambiare. Il mondo era molto più brutto di come se l'era immaginato. Nessuno gli aveva mai detto quanto sporco fosse. Quanta miseria. Vedeva squallore dappertutto. Quando era cieco attraversava la strada da solo con un bastone. Dopo aver riacquistato la vista, lo prese la paura. Cominciò a vivere nell'oscurità. Non usciva più di casa. Dopo tre anni si tolse la vita. (''[[Professione: reporter]]'')
*''La cecità ai colori è rara''; la cecità artistica è la regola (ma devo forse considerarmi per questo degenerato o nel torto?!). Era già un adagio sànscrito che la maggior parte degli uomini dà segni di vita solo quando viene colpita con un pugno nell'occhio!: dunque dipingi pittore, scrivi poeta, con il pugno! (Perché devono pur essere svegliati in qualche modo gli omuncoli dietro il palo confinario: di ciò làsciati anche apostrofare «bruto» dai pavidi; «incendiario» dai vigili del fuoco; «scassinatore» dai dormienti: dovrebbero ringraziare ciascuno il proprio dio per il risveglio alfine arrivato!). ([[Arno Schmidt]])
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