La grande bellezza: differenze tra le versioni

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*''La grande bellezza'' racconta la vita di una persona, i sogni e gli incubi del regista. Niente a che fare con la Roma vera. Una città molto più complicata.
*Sono felice del successo che ha il film. Magari vince anche l'Oscar. Però è più ''La grande monnezza'' che ''La grande bellezza''. Sorrentino si è convinto di capire [[Roma]] dopo due anni di frequentazione assidua, ma non è così facile. È una città unica: ti abitui così tanto a essere circondato d'arte e storia che capisci subito una differenza fondamentale.
 
===[[Sciltian Gastaldi]]===
*La grande debolezza de ''La Grande bellezza'' è tuttavia nella sceneggiatura di [[Umberto Contarello]], che forse qui ha avuto l'occasione per fare il salto di qualità dopo una carriera di oneste sceneggiature per la televisione, ma l'ha mancata. Perché quel che manca a questo per altro bel film, è proprio la trama, il raccontare una storia, la creazione di intrecci fra personaggi certamente ben disegnati anche se un po' troppo archetipici quando non proprio stereotipizzati. Colpisce, infine, la totale assenza di gente sotto i 40 anni, anche nei personaggi secondari. Una società romana cocaino-caino-borghese, over-50, di sinistra puzzettara e pseudo artistica, legata a un partito comunista che non esiste più, proprio a partire dall'egemonia culturale sul cinema.
*''La grande bellezza'' non sembra un capolavoro, e tuttavia presenta qualità notevoli per chi ama il cinema, confermandosi come uno dei pochi film che ha saputo suscitare un dibattito nazionale. Fotografia superlativa, colonna sonora da urlo (fra le altre canzoni, ''A far l'amore comincia tu'' nella versione remixata da [[Bob Sinclair]], apre la scena di un party romano molto ye-ye sulla terrazza dinanzi al Colosseo, con tanto di trenini e donne in disfacimento tenute su da chirurghi estetici e fallimentari iniezioni di botox), tecnica registica di grande gusto, anche se poco sperimentale a base di lunghi piani sequenza, carrelli e panoramiche paracule, che comunque hanno scavato uno squarcio nel mio cuore di romano all'estero.
*Perché Sorrentino sa quali sono gli ingredienti che gli americani si aspettano da un film italiano per sostenere che sia "perfetto". E il regista li mescola, con assoluta maestria, confermando però uno stereotipo che ormai danneggia il cinema italiano contemporaneo proprio perché lo costringe in un angolo identitario di un'epoca che non è certo quella di oggi. Da qui viene anche l'errato paragone fra ''La grande bellezza'' e ''[[La dolce vita]]'', quando in realtà il film felliniano che andrebbe usato come paragone è ''[[8½|Otto e mezzo]]'', altro celebre vincitore di Golden Globe nel 1964, con la sua continua, estenuata ricerca psicologica del senso della vita per l'artista. Sorrentino vuole dimostrare una tesi banale e sentita tante di quelle volte da risultare ormai stantia: la decadenza della sinistra, la decadenza della borghesia italiana, la decadenza della città di Roma, e la decadenza della borghesia di sinistra e romana...
 
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