Differenze tra le versioni di "Montesquieu"

6 406 byte aggiunti ,  4 anni fa
+ Addio a Genova, Lettera su Genova e Viaggio in Italia, fix vari
(+ Addio a Genova, Lettera su Genova e Viaggio in Italia, fix vari)
[[ImmagineFile:Charles Montesquieu.jpg|thumb|Montesquieu]]
'''Charles-Louis de Secondat barone de La Brède et de Montesquieu''' (1689 – 1755), filosofo, giurista, storico e pensatore politico francese.
 
==Citazioni di Montesquieu==
*''Addio, Genova detestabile | Addio, soggiorno di Pluto. | Se il Cielo mi è favorevole, | Non vi vedrò più.''<ref name="addiogenova">Da ''Addio a Genova'', traduzione di Pier Luigi Pinelli, Sagep Editrice, Genova, 1993, p. 10. ISBN 88-7058-491-7</ref>
*Di solito coloro che hanno un grande spirito l'hanno [[ingenuità|ingenuo]]. (da ''Cahiers'')
*''Addio! superbi [[Palazzi dei Rolli|palazzi]], | Dove la noia, di preferenza, | Ha scelto la sua residenza; | Vi lascio per sempre.''<ref name="addiogenova"/>
*Di solito coloro che hanno un grande spirito l'hanno [[ingenuità|ingenuo]]. (da<ref>Da ''Cahiers'')</ref>
*[[Giustizia]] ritardata è giustizia negata.<ref>Citato in ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1998/agosto/24/CARDINALE_MAGISTRATO_co_0_9808244892.shtml Il Cardinale e il Magistrato]'', ''Corriere della sera'', 24 agosto 1998.</ref>
*[[Napoli]] ha una bellissima posizione. Le strade sono larghe e ben pavimentate con grossi e larghi massi di pietra squadrata. Le case, tutte grandi e pressappoco della stessa altezza. Molte piazze grandi e belle; e cinque castelli o fortezze, che non si finisce di ammirare. [...]<br/>Da quando hanno pensato di costruire le fortezze dentro le città, non si ha più bisogno di avere popoli fedelissimi: li hanno resi obbedienti. Perciò prima scoppiava una rivoluzione al giorno, come in Italia. È quasi impossibile che i Napoletani si ribellino, con le cinque cittadelle che hanno. (da ''Viaggio in Italia'', a cura di G. Macchia e M. Colesanti, Laterza, 1990, pp. 212-213)
*Se sapessi una cosa utile alla mia nazione ma che fosse dannosa per un'altra, non la proporrei al mio principe, poiché sono un uomo prima di essere un francese o, meglio, perché io sono necessariamente un uomo, mentre sono francese solo per combinazione.<ref name=Luc>Citato in [[Albino Luciani]], ''Illustrissimi'', Edizioni APE Mursia, 1979, p. 36.</ref>
 
===Attribuite===
*Ciò che manca agli oratori in profondità, ve lo dànno in lunghezza. (citato<ref>Citato in [[Giuseppe Fumagalli]], ''[[s:Indice:Chi l'ha detto.djvu|Chi l'ha detto?]]'', Hoepli, 1921, p. 549)</ref>
:''Ce qui manque aux orateurs en profondeur, ils vous le donnent en longueur''.
*{{NDR|Su [[Gottfried Leibniz]]}} È raro trovare uomini di cultura che siano puliti, non puzzino e abbiano il senso dell'umorismo. (citato<ref>Citato in ''[http://www-gap.dcs.st-and.ac.uk/~history/Quotations/Leibniz.html Quotations by Gottfried Leibniz]''; la citazione è attribuita anche alla duchessa di Orléans)</ref>
:''It is rare to find learned men who are clean, do not stink and have a sense of humour.''
 
*Non è il caso a dominare il mondo: ne sono testimoni i Romani, che ebbero un continuo susseguirsi di prosperità quando si governarono secondo un certo piano, e un seguito ininterrotto di avversità quando si comportarono secondo un altro. Vi sono cause generali, sia morali sia fisiche, che agiscono in ogni monarchia, che la elevano, la mantengono o la rovesciano; tutti gli accidenti sono subordinati a queste cause; e se l'esito di una battaglia, cioè una causa particolare, ha rovinato uno Stato, vi era una causa generale per cui quello Stato doveva perire per una sola battaglia. In una parola, l'andamento generale porta con sé tutti gli accidenti particolari.
*Un impero fondato dalle armi deve reggersi con le armi.
 
==''Lettera su Genova''==
*È sotto il Molo Nuovo che sono ancorate la galee della Repubblica. Sul lato opposto si trova il Molo Vecchio, che inizia verso il centro della città. Questi due moli formano quello che vien chiamato ''[[Porto di Genova|il Porto]]'', che è uno dei peggiori della terra poiché il mare entra con impeto per l'apertura che c'è fra i due moli, soprattuto quando il vento soffia da mezzogiorno, da est e da ovest; tanto più che l'apertura fra i due moli è molto larga ed esposta, il mare poco profondo, il fondale molto brutto; e così le navi arano sulle ancore, urtano le une contro le altre e pochi anni fa un bastimento rischiò di affondare. (pp. 17-21)
*San Giorgio è una banca, dove tutti portano il loro denaro e lo ritirano senza riceverne interesse, e la banca guadagna sul denaro contante. San Giorgio è una specie di Monte di Pietà, che, avendo fatto prestiti alla Repubblica e avendo ricevuto in cambio fondi di garanzia, paga il 2 e mezzo per cento a coloro che lo hanno sovvenzionato. (p. 35)
*Non è una gran fortuna abitare in questa città. Per prima cosa, il popolo è oppresso da monopoli sul pane, sul vino e su tutti i generi alimentari. È la Repubblica stessa che vende questi generi. La punizione dei crimini è così mal organizzata che risulta minor disgrazia aver ucciso un uomo che aver frodato su un'imposta. (pp. 39-41)
*Non c'è stato in Europa che sia stato sottoposto a tanti soprusi come quello di [[Genova]], e che si sia comportato con tanta bassezza nei vari intrighi in cui sia venuto a trovarsi. (p. 45)
*Non vi ho parlato dei [[Cicisbeo|cicisbei]]. È la cosa più ridicola che un popolo stupido abbia potuto inventare: sono innamorati senza speranza, vittime che sacrificano la loro libertà alla dama che hanno scelto. Per me, dopo i cavalieri erranti, non vi è nulla di più sciocco di un cicisbeo. Non si può trattenere il riso alla vista di una signora che passa per strada, sulla portantina, e di un senatore che le (racconta le sue ragioni), gesticola come la sua sovrana, in mezzo alla strada; non ci si può trattenere dal sorridere la prima volta che si vede una simile scena. Il cicisbeo non si allontana dalla dama di un passo: è sempre vicino a lei ed ai suoi ordini; il delitto di indifferenza è un crimine imperdonabile. (pp. 65-67)
*Le vie di Genova sono strette e buie. Nella ''[[Via Garibaldi (Genova)|Strada Nuova]]'', un po' più larga delle altre, ci sono i [[Palazzi dei Rolli|palazzi]] più belli. È alquanto difficile visitarli: sono quasi sempre vuoti, e, quando il padrone esce o va in campagna, porta (come il rettore di Nostra Signora della Guardia) la chiave in tasca. (pp. 75-77)
 
==''Lettere persiane''==
*Meno si ha da riflettere, più si parla.
*Un insegnante può diventare facilmente testardo, poiché esercita il mestiere di uno che non ha mai torto.
 
==''Viaggio in Italia''==
*La città, vista dal mare, è molto bella. Il mare penetra nella terra, e fa un arco, intorno al quale è la città di [[Genova]]. (p. 99)
*Il [[Villa del Principe|giardino del principe Doria]] è piccolo, ma in una posizione incantevole: si vede tutta la città, i due moli e il mare.<br>Al centro del giardino c'è un laghetto degno di Versailles, con un Nettuno trainato da tre cavalli marini che lancia il tridente: è un bel gruppo. Tutt'intorno ci sono degli uccelli, arrampicati su tartarughe, delfini, tritoni, dai quali l'acqua zampilla. (p. 100)
*I [[Genova|Genovesi]] sono molto paurosi, anche se orgogliosissimi.<br>Le signore sono molto altezzose [...] (p. 101)
*La [[Basilica della Santissima Annunziata del Vastato|chiesa dell'Annunziata]] è la più bella di Genova. Sul portale, all'interno, c'è un quadro di Procaccini, molto bello. È una chiesa tutta dorata, d'un'architettura abbastanza bella. (p. 101)
*La [[Basilica di San Siro (Genova)|chiesa di San Siro]] è anch'essa abbastanza bella, ma nel soffitto ci sono pitture assai brutte: a parte che è una grande sciocchezza aver rappresentato delle case in cielo, e persone che vi soffrono il martirio. (p. 102)
*Ed io dicevo che mettere le signore di [[Genova]] al rango delle principesse di [[Francia]] era come mettere dei pipistrelli sullo stesso piano delle aquile. (p. 103)
*I [[Genova|Genovesi]] non sono affatto socievoli; e questo carattere deriva piuttosto dalla loro estrema avarizia che non da un'indole forastica: perché non potete credere fino a che punto arriva la parsimonia di quei principi. Non c'è niente di più bugiardo dei loro [[Palazzi dei Rolli|palazzi]]: di fuori, una casa superba, e dentro una vecchia serva, che fila. Se nelle case più illustri vedete un paggio, è perché non ci sono domestici. Invitare qualcuno a pranzo è a Genova una cosa inaudita. Quei bei palazzi sono in realtà, fino al terzo piano, magazzini per le merci. Tutti esercitano il commercio, e il primo mercante è il Doge. Tutto questo rende gli animi della gente assai bassi, anche se molto vani. Hanno palazzi non perché spendano, ma perché il luogo fornisce loro il marmo. Come ad ''Angers'', dove tutte le case sono coperte di ardesia. Hanno tuttavia dei piccoli ''casini'' lungo il mare, abbastanza belli; ma la bellezza è dovuta alla posizione e al mare, che non costano nulla. (p. 108)
*I [[Genova|Genovesi]] di oggi sono tardi quanto gli antichi Liguri. Non voglio dire con questo che non intendano i loro affari: l'interesse apre gli occhi a tutti. (p. 108)
*C'è sempre un nobile [[Genova|Genovese]] in viaggio per chiedere perdono a qualche sovrano delle sciocchezze che fa la sua repubblica. (p. 109)
*C'è ancora una cosa, che i [[Genova|Genovesi]] non si raffinano in nessun modo: sono pietre massicce che non si lasciano tagliare. Quelli che sono stati inviati nelle corti straniere, ne son tornati Genovesi come prima. (p. 109)
*[[Sampierdarena|San Pier d'Arena]] è abbastanza fortificata, perché i Genovesi non hanno voluto lasciare indifeso ciò che hanno di meglio. (p. 109)
*[[Napoli]] ha una bellissima posizione. Le strade sono larghe e ben pavimentate con grossi e larghi massi di pietra squadrata. Le case, tutte grandi e pressappoco della stessa altezza. Molte piazze grandi e belle; e cinque castelli o fortezze, che non si finisce di ammirare. [...]<br/>Da quando hanno pensato di costruire le fortezze dentro le città, non si ha più bisogno di avere popoli fedelissimi: li hanno resi obbedienti. Perciò prima scoppiava una rivoluzione al giorno, come in Italia. È quasi impossibile che i Napoletani si ribellino, con le cinque cittadelle che hanno. (da ''Viaggio in Italia'', a cura di G. Macchia e M. Colesanti, Laterza, 1990, pp. 212-213)
 
==Citazioni su Montesquieu==
*Charles-Louis de Montesquieu, ''Lettere persiane'', a cura di Chiara Agostini, Feltrinelli, 1981.
*Charles-Louis de Montesquieu, ''Lettere persiane'', a cura di Lanfranco Binni, Garzanti, 2012.
*Montesquieu, ''Lettera su Genova'', in ''Addio a Genova'', traduzione di Pier Luigi Pinelli, Sagep Editrice, Genova, 1993. ISBN 88-7058-491-7
*Montesquieu, ''Lo spirito delle leggi'' (1748), traduzione di Betrice Boffito Serra, Rizzoli, Milano, 1967.
*Montesquieu, ''Pensieri'', a cura di Domenico Felice e ‎Davide Monda, BUR, 2013.
*Montesquieu, ''Saggio sulle cause che possono agire sugli spiriti e sui caratteri'', a cura di Domenico Felice, ETS, 2004.
*Montesquieu, ''Viaggio in Italia'', traduzione di Massimo Colesanti, Laterza, Bari, 1995. ISBN 88-420-4713-9
*Charles-Louis Montesquieu, ''Oeuvres complètes'', a cura di [[Roger Caillois]], 2 voll., Gallimard, Paris, 1949-51.