Differenze tra le versioni di "Tobias Smollett"

(+ Viaggio attraverso l'Italia, sposto senza fonte in talk, fix vari)
 
*Il primo dettaglio che colpisce l'occhio da lontano è un [[Lanterna di Genova|faro o lanterna]] molto elegante, costruito sulla sporgenza di una scogliera sul lato occidentale del porto, così alto che in una giornata senza foschia lo si può vedere da una distanza di trenta miglia. (lettera del 1º gennaio 1765, p. 23)
*Doppiata la punta, ci si trova vicino al molo che forma il [[Porto di Genova|porto naturale di Genova]]. È stato costruito con grande spesa su entrambi i lati della baia, così da formare nel mare due lunghe e magnifiche banchine. All'estremità di ciascuna di esse c'è un'altra lanterna più piccola. Entrambe le banchine sono provviste di cannoni di ottone e fra di essi v'è l'entrata del porto. Ma quest'ultima è ancora così larga da consentire l'accesso a una gran quantità d'acqua di mare che, quando tira vento con violenza da sud e sud-ovest, causa molti problemi alla navigazione. Entro il porto artificiale c'è un altro porto naturale più piccolo chiamato ''Darsena'', riservato alle galee della Repubblica. (lettera del 1º gennaio 1765, p. 23)
*Passammo in mezzo a una ragguardevole quantità di navi e vascelli all'ancora e dopo esser sbarcati all'entrata del porto, riparammo in una locanda chiamata ''[[Hotel Croce di Malta|La Croix de Malthe]]'', che era nelle vicinanze. Qui la cortesia con cui fummo trattati ci convinse a visitare le regioni interne dell'Italia e ci fornì altre ragioni per trattenerci qualche giorno in questa città. (lettera del 1º gennaio 1765, p. 23)
*[...] non senza ragione [[Genova]] è chiamata la ''Superba''. La città di per sé è imponente e i suoi nobili molto orgogliosi. Alcuni possono andar fieri della propria ricchezza ma, in generale, i loro patrimoni sono davvero limitati. [...] Solo una mezza dozzina di nobili ha una rendita di diecimila libbre all'anno. Ma la maggioranza non possiede più della ventesima parte di tale somma. Conducono una vita privata decisamente parsimoniosa e in pubblico vestono soltanto di nero per ridurre le loro uscite. Si dice che se un gentiluomo dà un ricevimento una volta ogni tre mesi, egli vivrà di briciole per tutto il resto dell'anno. (lettera del 15 gennaio 1765, p. 25)
*Un [[Genova|genovese]] [...] mantiene sé stesso e la famiglia con una somma di denaro limitata, per poter così risparmiare e costruire palazzi e chiese. In tal modo, rimangono per secoli e secoli tanti monumenti al suo buon gusto, devozione e munificenza. Allo stesso tempo, egli fornisce occupazione e pane ai poveri e ai laboriosi. Ci sono alcuni nobili genovesi che possiedono ciascuno cinque o sei eleganti [[Palazzi dei Rolli|palazzi]] arredati sontuosamente in città o in diverse parti della Riviera. Le due vie, Strada Balbi e Strada Nuova, sono affiancate, su ambo i lati, da una fila continua di palazzi abbelliti con giardini e fontane, mentre le decorazioni sulle facciate esterne, a mio vedere, non sono di grande efficacia. (lettera del 15 gennaio 1765, p. 26)