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→‎Citazioni di Stendhal: Inserisco una citazione di Stendhal, stessa impostazione grafica del testo.
*[[Bellezza]] è una promessa di felicità.<ref>Da ''L'amore''; citato in [[Enzo Biagi]], ''Quante storie'', Rizzoli, Milano, 1989, p. 22. ISBN 88-17-85322-4</ref>
*Credo che el amor mio per [[Domenico Cimarosa|Cimarosa]] vienne di ciò ch'egli fa nascere delle sensazioni pareilles a quelle che desidero di far nascere un [[giorno]]. Quel misto di [[allegria]] et tenerezza del "[[Matrimonio]]" è affatto congeniale per me.<ref>Citato in [[Vittorio Del Litto]], ''Stendhal''</ref>
*Gli occhi sono abbagliati, l'anima rapita... non c'è nulla, in tutta Europa, che non dico si avvicini a questo [[Teatro di San Carlo|teatro]], ma ne dia la più pallida idea.<ref>Citato in Lucio Aiello, ''Tasselli. La storia nascosta e ritrovata'', Luigi Pellegrini Editore, Cosenza, [https://books.google.it/books?id=BjkmDAAAQBAJ&lpg=PP1&dq=lucio%20aiello&hl=it&pg=PT13#v=onepage&q&f=false Anteprima Google] ISBN 978-88-6822-427-1</ref>
*I pedanti, che trovavano nella [[Roma]] moderna l'occasione di sfoggiare il loro latino, ci hanno persuaso che essa è bella: ecco il segreto della reputazione della Città Eterna... Regna per le strade di Roma un tanfo di cavoli marci. Attraverso le belle finestre dei palazzi del Corso si scorge la povertà degli interni. Roma in realtà è un agglomerato di sublimi rovine e di brutte chiese e case moderne; sarebbe stato meglio se non fosse sopravvissuta alla fine dell'età antica, se si fosse trasformata in un deserto popolato solo dai resti dei suoi monumenti, come avvenne ad altre grandi capitali; la conversione al cristianesimo ha segnato l'inizio della sua decadenza. Della patria di Cicerone, Cesare e Virgilio rimangono solo le spoglie esteriori; il suo spirito è morto per sempre e sono i preti e le superstizioni cristiane che l'hanno ucciso...<ref>Da ''Roma, Napoli e Firenze'', 1817</ref>
*Il [[papa Gregorio XVI|papa]] ama riposarsi in compagnia della moglie di Gaetanino [...] una donna che può avere trentasei anni, non è né bene né male.<ref>Citato in Claudio Rendina, ''I peccati del Vaticano'', Newton Compton, 2009, p. 151</ref>