Lev Isaakovič Šestov: differenze tra le versioni

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*{{NDR|Riferito a [[Benjamin Fondane ]]}} Ciò che voi volete non è rinunciare alla conoscenza, ma oltrepassarla. (citato in [[Ann van Sevenant]], ''Il filosofo dei poeti: l'estetica di Benjamin Fondane'', Mimesis, 1994)
*Nel 399 gli ateniesi avvelenarono [[Socrate]]. E [[Platone]], il suo discepolo, costretto dalla stessa verità, non poteva non pensare che Socrate fosse stato avvelenato. [...] In tutto ciò che egli ha scritto si percepisce sempre una domanda: c'è veramente un potere al quale sia dato costringerci ad ammettere definitivamente e per sempre che Socrate è stato avvelenato nel 399? Per [[Aristotele]] una tale questione, evidentemente assurda ai suoi occhi, non esisteva. Egli era convinto che la verità "Socrate è stato avvelenato", così come la verità "un cane è stato avvelenato", fosse superiore a ogni obiezione divina e umana. La cicuta non fa distinzione tra Socrate e un cane. E noi, "costretti a seguire i fenomeni", "costretti dalla stessa verità", siamo obbligati nei nostri giudizi mediati o immediati, a non fare alcuna differenza tra Socrate e un cane rabbioso. (Atene e Gerusalemme, Bompiani,pp. 243-244, cur. A. ParisiParis)
*Non fu l'uomo, bensì [[Dio]] a cogliere il frutto dell'albero proibito e ad assaggiarlo. (citato in Ann van Sevenant, ''Il filosofo dei poeti: l'estetica di Benjamin Fondane'', Mimesis, 1994)
 
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