Differenze tra le versioni di "Luigi Pirandello"

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===[[Explicit]]===
Ho messo circa sei mesi a scrivere questa mia strana storia, ajutato da lui. Di quanto è scritto qui egli serberà il segreto, come se l'avesse saputo sotto il
sigillo della confessione.<br>Abbiamo discusso a lungo insieme su i casi miei, ie spesso io gli ho dichiarato di non saper vedere che frutto se ne possa cavare.<br>– Intanto, questo, – egli mi dice: – che fuori della legge e fuori di quelle particolarità, liete o tristi che sieno, per cui noi siamo noi, caro signor Pascal, non è possibile vivere.<br>Ma io gli faccio osservare che non sono affatto rientrato né nella legge, né nelle mie particolarità. Mia moglie è moglie di Pomino, e io non saprei proprio dire ch'io mi sia.<br>Nel cimitero di Miragno, su la fossa di quel povero ignoto che s'uccise alla ''Stìa'', c'è ancora la lapide dettata da Lodoletta:<br><br><center>{{centrato|<small>COLPITO DA AVVERSI FATI</small><br>MATTIA PASCAL<br><small>BIBLIOTECARIO<br>CVOR GENEROSO ANIMA APERTA<br>QVI VOLONTARIO<br>RIPOSA<br>LA PIETÀ DEI CONCITTADINI<br>QVESTA LAPIDE POSE</small><br><br></center>}}Io vi ho portato la corona di fiori promessa e ogni tanto mi reco a vedermi morto e sepolto là. Qualche curioso mi segue da lontano; poi, al ritorno, s'accompagna con me, sorride, e – considerando la mia condizione – mi domanda:<br>– Ma voi, insomma, si può sapere chi siete?<br>Mi stringo nelle spalle, socchiudo gli occhi e gli rispondo:<br>– Eh, caro mio... Io sono il fu Mattia Pascal.
 
==''L'amica delle mogli''==
 
===[[Explicit]]===
D'un tratto, cupo enorme solenne, s'udrà dall'alto un rintocco di campana, e subito, come per un improvviso tracollo del sole, la luce, da rossa, si farà violetta. Tutti, come atterriti, taceranno, in miserabili atteggiamenti sguajati, cangiando le urla in un bestiale affanno di pianto, in una mugolante ànsima di contrizione. Altri tremendi rintocchi s'udranno intanto, a cui dalla chiesa risponderà il rombo dell'organo e il coro dei divoti: e dal portale della chiesa apparirà, spettrale, un altissimo prete in cappa e stola, che reggerà alto con tutt'e due le braccia il Signore della Nave: grande macabro Crocefisso insanguinato. Due chierici, anch'essi spettrali, gli staranno ai lati; altri due, inginocchiati davanti, agiteranno i turiboli; tutta la folla, sempre ansimando, gemendo, mugolando, cadrà in ginocchio e si darà pugni rintronanti sul petto. Il prete lentamente scenderà la cordonata, seguito dai divoti oranti e da altri chierici che recheranno alti su neri bastoncelli dei lampioncini accesi, e aprirà la processione, attraversando il palcoscenico e poi sul ponticello la sala. Dietro al Crocefisso molti andranno barcollanti e non cesseranno di picchiarsi il petto e di piangere e di gemere a mano a mano più forte; altri, non riuscendo a levarsi in piedi, resteranno accosciati sul palcoscenico come bestie ferite, barbugliando: «Mea culpa! Mea culpa! Cristo, perdonaci! Cristo, pietà!». Allora il giovane pedagogo, rimasto col signor Lavaccara sul palcoscenico, tutti e due come basiti, si leverà gradatamente e additando al compagno la tragica processione, dirà:<br /><br />'''Il giovane pedagogo''': No, no, vede? piangono, piangono! Si sono ubriacati, si sono imbestiati; ma eccoli qua ora che piangono dietro al loro Cristo insanguinato! E vuole una tragedia più tragedia di questa?<br /><br /><center>{{centrato|''La processione scomparirà dalla sala; cesseranno i rintocchi e cadrà la tela.''</center>}}
 
==''Sei personaggi in cerca d'autore''==
===''Il giuoco delle parti''===
''Salotto in casa di Silia Gala, bizzarramente addobbato. In fondo, grande porta vetrata olandese, di vetri rossi scompartiti su intelajatura bianca che s'apre su due bande, scorrendo di qua e di là entro la parete. Aperta, lascia scorgere di là il salotto da pranzo. — La comune è nella parete sinistra, dove è anche una finestra. Nella parete di destra é un camino; sulla mensola di esso, un orologio di bronzo. Presso il camino, un uscio''.
<center>{{centrato|'''Scena prima'''<br>''Silia Gala, Guido Venanzi''.</center>}}
''Al levarsi della tela, la vetrata in fondo è aperta. Guido Venanzi, in abito da sera, è nel salotto da pranzo, in piedi presso la tavola, su cui si scorge una rosoliera d'argento con varie bottiglie entro gli anelli in fila. Silia, in una lieve vestaglia scollata, è nel salotto; quasi aggruppata su una poltrona, assorta.
 
'''Guido''' (''offrendo dal salotto da pranzo'') "Chartreuse"?<br>
<center>{{centrato|''Aspetta la risposta. E poiché Silia non risponde:''</center>}}
"Anisette"?
<center>{{centrato|''c.s.''</center>}}
"Cognac"?
<center>{{centrato|''c.s.''</center>}}
Insomma? a mio gusto?
<center>{{centrato|''Versa un bicchierino d'anisette e viene a porgerlo a Silia.''</center>}}
Ecco
 
===''Il piacere dell'onestà''===
<center>{{centrato|''Elegante salotto in casa Renni. Uscio comune in fondo. Uscio laterale a destra. Finestre a sinistra.''<br>SCENA PRIMA<br>MAURIZIO SETTI, CAMERIERA, poi la SIGNORA MADDALENA.<br>''Al levarsi della tela la scena è vuota. Si aprirà l'uscio di fondo, entrerà la cameriera e darà passo a Maurizio Setti.</center>}}
'''Cameriera.''' S'accomodi. Vado ad annunziarla subito.
<center>{{centrato|''Via per l'uscio a destra. Poco dopo entrerà per questo uscio la signora Maddalena, turbata, ansiosa.''</center>}}
'''Maddalena.''' Buon giorno, Setti. Ebbene?<br>
'''Maurizio.''' È qua. Arrivato con me, stamattina.<br>
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