Khmer Rossi: differenze tra le versioni

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===[[Ieng Sary]]===
*Abbiamo fatto un bel po' d'istruzione fra i quadri sull'importanza di servire il popolo, sull'essere altruisti e sul mantenere sempre la disciplina. Questa istruzione comunista aiutò dopo a sostenere i membri del Partito durante i periodi difficili.
*Grazie all'impavida unità, profonda devozione e fedeltà del popolo kampucheano verso il regime colettivista, grazie alla sua lotta per difendere e sviluppare con successo ed entusiasmo in un movimento rivoluzionario immenso e appasionato, il futuro della Kampuchea Democratica non può essere nient'altro che brillante.
*La corruzione, la privazione e la dissolutezza sono state totalmente eliminate, e hanno fatto largo a una nuova e stabile società conforme alle vere tradizioni nazionali del nostro popolo.
*La situazione del nostro paese è eccellente.</br>Il popolo kampucheano, che fu sfruttato, brutalizzato, oppresso, detestato e trascinato nel fango per così tanto tempo, ha messo fine a questo periodo oscuro per sempre. Attraverso la gloriosa vittoria dell'aprile 17 1975, che segna la totale e definitiva liberazione di Kampuchea, il nostro popolo, nella sua capacità di padrone del paese, ha impugnato il diritto di decidere per se stesso il suo proprio destino e quello della patria.
*Molte cooperative stanno fiorendo; quasi tutte sono prospere. Tutto ciò si è avverato sotto la guida del Partito, che è vicinissimo alle masse del popolo. Sotto la sua guida, sono sicuro che riusciremo a risolvere tutte delle molte difficoltà che tutt'ora ci troviamo di fronte.
*Negli ultimi tre anni o di più, il nostro popolo è riuscito a difendere e salvaguardare l'indipendenza, la sovranità e l'integrità territoriale del paese. È riuscito a risolvere i problemi post-bellici pesanti e importanti, come quelli del cibo, ma senza fare come Vietnam che chiede elemosine da tutti.
*Solo la lotta armata, capeggiata dal Partito, avrebbe potuto darci il potere politico.
*Vivevamo nella foresta e non avevamo delle vere scorte di cibo. Dipendevamo dalle tribù locali, che erano minoranze nazionali e guerrieri impavidi, per portarci i viveri dai villaggi. Talvolta, venivano catturati dal nemico, in tal caso non avevamo niente da mangiare. [...] In tal caso, dependevamo sul bambù che cresceva nella foresta per una settimana o più. Ma non perdemmo mai la speranza. Sapevamo che gli uomini delle tribù non ci avrebbero mai traditi. Non avrebbero rivelato niente sulle nostre basi ai reazionari, anche sotto tortura.
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