Differenze tra le versioni di "Christopher Hitchens"

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*[[Madre Teresa di Calcutta|Madre Teresa]] era meno interessata ad aiutare i poveri di quanto lo era nello sfruttare quella situazione di immenso squallore per diffondere il suo credo da fondamentalista cattolica.<ref name="Taylor">Citato in Adam Taylor, ''[http://www.ilpost.it/2015/12/20/le-critiche-a-madre-teresa-di-calcutta/ Le critiche a Madre Teresa di Calcutta]'', ''Washington Post'', tradotto in ''Il Post.it'', 20 dicembre 2015.</ref>
*Madre Teresa può o non può avere aiutato i bisognosi, ma non è mai stata famosa per aver disturbato i potenti.<ref name="Taylor"/>
*[[Slobodan Milošević|Milošević]] non aveva esattamente il potere psicotico d'un [[Saddam Hussein]] o d'un [[Osama Bin Laden]]. Era fra quelle persone più pericolose: l'ufficiale mediocre e conformista che resta in attesa e maschera i suoi rancori. Salì da funzionario fino al potere supremo, e sebbene cavalcò un'onda di fervore religioso e xenofobo, è perfettamente plausibile che se ne fregava deifregassedei totem e dei simboli che egli sfruttò. Sia in ufficio che sulla sbarra, incarnava la banalità del male. In un libro eccellente del 1995, ''The Death of Yugoslavia'', scritto da Laura Silber e Allan Little, e nella raffinata serie tv girata dalla Bbc che l'accompagnava, puoi assistere alle sue tattiche meschine e il suo opportunismo cinico che egli usò come un verme ingozzato consumando inesaurabilmente il cuore dello stato. Sembra che ebbe un solo amico del cuore; la sua adorabile moglie ideologa, Mirjana Marković, che lo tirava su citando la sua apparenza impassibile dalle orecchie grandi, e il suicidio di ambi i suoi genitori. [[riguardi|Guàrdatevi]] da quelle nullità ammareggiate che entrano la politica per motivi terapeutici.
:''Milosevic did not have quite the psychopathic power of a Saddam Hussein or an Osama Bin Laden. He was that most dangerous of people: the mediocre and conformist official who bides his time and masks his grievances. He went from apparatchik to supreme power, and though he rode a tide of religious and xenophobic fervor, it is quite thinkable that he never really cared about the totems and symbols that he exploited. In office and in the dock, he embodied the banality of evil. In the excellent 1995 book The Death of Yugoslavia, written by Laura Silber and Allan Little, and in the fine BBC TV series that accompanied it, you can actually see the petty tactics and cynical opportunism that he employed like a sluggish maggot at the heart of the state that just keeps eating remorselessly away. He apparently had only one true friend, his adorable ideologue of a wife, Mirjana Markovic, who used to cheer him up about his big-eared and stone-faced appearance and about the suicide of both of his parents. Beware of those resentful nonentities who enter politics for therapeutic reasons.''<ref>{{en}} Da ''[http://www.slate.com/articles/news_and_politics/fighting_words/2006/03/no_sympathy_for_slobo.html No Sympathy for Slobo: Let's not forget Milosevic's many crimes]'', ''Slate.com'', 13 marzo 2006.</ref>
*Quel che si sostiene senza prove può essere rigettato senza prove.
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