Pierre Bayle: differenze tra le versioni

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*[...] l'esattezza delle [[Citazione|citazioni]]. È una virtù più rara di quel che si pensi. (''Sanchez''<ref>''Parmi tous ces grands éloges il n'y en a guère qui lui fasse plus d'honneur que celui qui se rapporte à l'exactitude de citer. C'est un talent beaucoup plus rare que l'on ne pense.'' (da ''Dictionnaire historique et critique'', tomo XIII, Desoer Libraire, Parigi, 1820, [http://books.google.com/books?id=IuVgmDPAmwsC&lpg=PA78&ots=mJiJFJFMjx&pg=PA78 p. 78])</ref>)
*{{NDR|[[Daniel Sennert|Sennert]]}} La libertà e il coraggio con cui contraddisse gli antichi gli suscitarono contro numerosi avversari; ma nulla ebbe così cattiva accoglienza, quanto l'opinione da lui avanzata sull'origine delle anime. Credeva che la semenza di tutti gli esseri viventi fosse animata e che l'anima di questa semenza fosse la causa della loro organizzazione. Su di lui grava l'accusa di blasfemia e di empietà, per aver sostenuto la tesi che l'anima delle bestie non è materiale. Si affermava infatti che ciò equivaleva a sostenere che essa era immortale come l'anima dell'uomo. Egli negò di trarre una simile conseguenza, non osando affermare, come invece fanno altri, che l'anima delle bestie sussiste dopo la morte dell'individuo che essa ha reso vivente. (''Sennert''; 1976, pp. 217-218)
*{{NDR|[[Menasseh Ben Israel]]}} [...] il più sagace rabbino fiorito nel XVII secolo. (''Sennert''; 1976, p. 232)
*Le medaglie e le monete che i sovrani fanno coniare possono fornirci un esempio di come questo medico {{NDR|[[Daniel Sennert|Sennert]]}} concepiva l'azione di Dio. Si fanno coniare le medaglie perché durino eternamente, si fanno invece battere le monete, perché durino fino a nuovo ordine; infatti al termine di un certo periodo di tempo la moneta viene svalutata, alterata e convertita in altre specie. Ciò nonostante le medaglie e le monete sono fatte con lo stesso metallo. Secondo Sennert l'anima dell'uomo corrisponde alle medaglie, quella delle bestie alle monete. (''Sennert''; 1976, p. 234)
*{{NDR|[[Baruch Spinoza|Spinoza]]}} Fu un ateo di sistema e adottò un metodo completamente nuovo, anche se i fondamenti della sua dottrina sono comuni con quelli delle dottrine di molti altri filosofi antichi e moderni, europei e orientali. (''Spinoza''; 1991, p. 355)
*{{NDR|[[Baruch Spinoza|Spinoza]]}} Dotato di mentalità matematica e disposto ad accogliere su ogni argomento ciò che gli dettava la ragione, comprese ben presto che la dottrina dei rabbini non era fatta per lui; fu quindi facile accorgersi che non approvava molti punti dell'ebraismo; era un uomo che non amava la costrizione della coscienza e che odiava la dissimulazione: fu questa la ragione. (''Spinoza''; 1991, pp. 355-356)