Differenze tra le versioni di "Publio Virgilio Marone"

sposto; tolgo ripetizione
(sposto una, sistemo, +1)
(sposto; tolgo ripetizione)
:''In tenui labor, at tenuis non gloria''.
*''Ben io qui canterei, qual sia de gli orti | la cultura miglior, come di [[Paestum|Pesto]] | due volte rifioriscano i rosai.'' (IV, 118-119; 1801, 177-179)
:''Pingues hortos quae cura colendi | ornaret, canerem, biferique rosaria Paesti''
*Se si può confrontare con sì grandi cose queste così piccole. (IV, 176)
:''Si parva licet componere magnis''.
*Finché il re è sano e salvo, tutte ({{NDR|le [[ape|api)]]}} la pensano in egual maniera, ma, perduto il re, il patto è infranto. (IV, 212)
:''Rege incolumi mens omnibus una est; amisso rupere fidem.''
*''A questi indizii, e prodigiosi esempi | riflettendo talun pensò, che l'api | abbian celeste origine, ed un raggio | chiudano in sen de la divina mente: | poiché diffuso per le terre e i mari, | e pe i campi del ciel vuolsi che immenso | spirito il mondo informi, e da lui vita | traggan uomini, armenti, augelli e fiere; | e in lui di nuovo poi da i corpi sciolte, | non soggette a perir, tornino l'alme | a rïunirsi, e redivive il volo | spieghino al cielo ad abitar le stelle.'' (IV, 219-227; 1801, 338-349)
*Ma un dio penetra in ogni cosa, nelle terre e negli spazi di mare e nel cielo profondo. (IV, 221-2)
:''Deum namque ire per omnia, terrasque tractusque maris caelumque profundum.''
*Per la morte non c'è spazio, ma le vite volano e si aggiungono alle stelle nell'alto cielo. (IV, 226-7)
:''Nec morti esse locum, sed viva volare sideris in numerum atque alto succedere caelo.''
:''Pingues hortos quae cura colendi | ornaret, canerem, biferique rosaria Paesti''
*''A questi indizii, e prodigiosi esempi | riflettendo talun pensò, che l'api | abbian celeste origine, ed un raggio | chiudano in sen de la divina mente: | poiché diffuso per le terre e i mari, | e pe i campi del ciel vuolsi che immenso | spirito il mondo informi, e da lui vita | traggan uomini, armenti, augelli e fiere; | e in lui di nuovo poi da i corpi sciolte, | non soggette a perir, tornino l'alme | a rïunirsi, e redivive il volo | spieghino al cielo ad abitar le stelle.'' (IV, 219-227; 1801, 338-349)
 
==Citazioni su Publio Virgilio Marone==