Differenze tra le versioni di "Prigione"

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==Citazioni==
*A quanto sembra la gente dà il meglio di sé in prigione. [[Mahatma Gandhi|Gandhi]], [[Lenin]]... (''[[Gli intrighi del potere - Nixon]]'')
*Anche se la condizione delle carceri è ricaduta a quella che era mezzo secolo fa, vi è oggi nella vita pubblica italiana un elemento nuovo, che potrebbe essere decisivo per una fondamentale riforma di esse. Se nel 1904 gli uomini politici che avessero esperienza della prigionia si potevano contare nella Camera italiana sulle dita di una mano, oggi nel Parlamento della Repubblica essi sono certamente centinaia; solo nel Senato siedono diverse diecine di senatori di diritto che hanno scontato più di cinque anni di reclusione per condanna del Tribunale speciale.<br />Mai come ora è stata presente nella nostra vita parlamentare la cupa esperienza dolorante della prigionia vissuta; se neanche questa volta si facesse qualcosa per cominciare a portare un po’po' di luce di umanità nel buio delle carceri, non si potrebbe addurre questa volta la comoda scusa burocratica della mancanza di precise informazioni! ([[Piero Calamandrei]])
*[[Aspettare]]? È il più grande ed efficace metodo educativo in un penitenziario. Bisogna aver imparato ad aspettare, per saperlo sopportar per anni. Chi non l'ha imparato, muore. ([[Theodor Kröger]])
*C'è una cosa che in prigione s'impara: mai pensare al momento della liberazione, altrimenti c'è da spaccarsi la testa nel muro. Pensare all'oggi, al domani, tutt'al più alla partita di calcio del sabato; ma mai più in là. Prendere il giorno come viene. ([[John Steinbeck]])
*Il carcere non è vendetta sociale, il carcere è recupero sociale. ([[Sandro Gozi]])
*Il grado di civilizzazione di una società si misura dalle sue prigioni. ([[Fëdor Dostoevskij]])
*Il passaggio del ventennio fascista ha deliberatamente portato nella disciplina dei reclusori, colla riforma della legislazione penale e dei regolamenti carcerari, un soffio di gelida crudeltà burocratica e autoritaria, che senza accorgersene sopravvive al fascismo.<br />Se oggi nella stampa è diventato un episodio ordinario di cronaca nera, che lascia indifferenti i lettori, il fatto di detenuti che soccombono alle sevizie inflitte loro nel carcere, si deve ringraziare ancora quel celebre art. 16 del Codice di procedura penale del 1930, che garantendo praticamente l’impunitàl'impunità agli agenti di pubblica sicurezza «per fatti compiuti in servizio e relativi all’usoall'uso delle armi o di un altro mezzo di coazione fisica», costituiva una specie di tacita istigazione alla tortura. ([[Piero Calamandrei]])
*In altri paesi e in altre condizioni, in prigioni normali, il luogo di questo breve grido di [[disperazione]] è tenuto da una vera preghie­ra o dalla sottrazione di un giorno dalla condanna totale, perché è fin troppo comprensibile che un [[uomo]], privato di tutto tranne che della [[speranza]], incominci la sua giornata volgendo i pensieri alla speranza. I prigionieri sovietici sono stati privati perfino del conforto di sperare, perché nessuno di essi può mai sapere con certezza se la sua condanna avrà fine: e può ricordare centinaia di casi in cui le condanne sono state prolungate di altri dieci an­ni con un tratto di penna al Consiglio speciale della Nkvd a Mosca. Solo chi è stato in prigione può intendere tutto il crudele si­gnificato del fatto che, durante l'anno e mezzo che trascorsi nel campo, solo poche volte udii prigionieri contare ad alta voce il numero di anni, mesi, giorni e ore, che restavano ancora delle loro condanne. Questo [[silenzio]] si sarebbe detto un tacito accor­do a non tentare la [[Provvidenza]]: quanto meno parlavamo delle nostre condanne, quanto meno nutrivamo la speranza di mai riacquistare la [[libertà]], tanto più sembrava probabile che "pro­prio questa volta" ogni cosa sarebbe andata bene. La speranza racchiude il tremendo [[pericolo]] della disillusione. Nel nostro si­lenzio, alquanto simile al tabù che proibisce agli uomini di alcune tribù primitive di pronunziare i nomi delle divinità vendicatrici, l'[[umiltà]] si univa a una segreta rassegnazione, e al presenti­mento del peggio. Il disinganno era un colpo mortale per un prigioniero privo di questa armatura contro il fato. ([[Gustaw Herling-Grudziński]])
*In due posti conoscerete il vero [[amicizia|amico]]: quando sarete a letto ammalati o quando sarete in prigione. ([[Proverbi cinesi|proverbio cinese]])
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