Differenze tra le versioni di "Tenzin Gyatso"

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*È importante rendersi conto abbastanza presto che la vita umana non è una questione semplice. Per viverla bene e non scoraggiarsi quando sorgono problemi è indispensabile acquisire una forza interiore.
*Secondo il buddhismo uomini e donne possiedono senza alcuna differenza, ciò che si chiama la natura del Buddha, o potenziale per il Risveglio. Nella sostanza dunque perfettamente uguali.
*A scuola, in famiglia, quando scoppia un litigio innanzitutto instauriamo un dialogo, e approfittiamo di questo scambio verbale per riflettere. Abbiamo la tendenza di pensare che essere in disaccordo significhi automaticamente essere in conflitto, e che un conflitto si concluda con un vincitore e un vinto o, come si dice, con un orgoglio umiliato. Evitiamo di vedere le cose in quest’otticaquest'ottica. Cerchiamo sempre un terreno d’intesad'intesa.
*Aiutare i [[povertà|poveri]] non vuol dire semplicemente distribuire denaro. Vuol dire soprattutto permettere loro di istruirsi e curarsi, metterli in condizione di provvedere ai propri bisogni.
*Oggi la medicina fa grandi progressi. Ma tanto nella prevenzione come nella cura continua a svolgere un ruolo cruciale l’atteggiamentol'atteggiamento mentale. È un dato di fatto. Il corpo e lo spirito sono strettamente connessi e si influenzano reciprocamente.
*Per essere veramente [[felicità|felici]] in modo duraturo è necessario riconoscere innanzitutto la realtà della sofferenza. Forse all’inizioall'inizio è deprimente, ma alla lunga ci si guadagna.
*A quelli che sono [[pessimismo|pessimisti]] e si tormentano di continuo mi viene voglia di dire: quanto siete stupidi!
*Chi non si imbatte in nessun problema e passa la vita nella bambagia si dissocia dalla vita reale. Di fronte alla prima difficoltà «invade il paese di lamenti».
*Agire in modo impulsivo significa correre grandi rischi di sbagliare. Poiché siamo capaci di riflettere, è bene che aspettiamo di sentirci calmi e distesi prima di commettere l’irreparabilel'irreparabile.
*Quando ci troviamo sotto l’influenzal'influenza della collera o dell’odiodell'odio non ci sentiamo bene, né sul piano fisico né su quello mentale. Tutti se ne rendono conto, e nessuno ha voglia di stare con noi.
*I nostri veri nemici sono i veleni mentali: l’ignoranzal'ignoranza, l’odiol'odio, il desiderio, la gelosia, l’orgogliol'orgoglio. Sono gli unici capaci di distruggere la nostra felicità.
*Il desiderio ha per scopo la soddisfazione. Se ci domina e vogliamo sempre di più, questo scopo non viene mai raggiunto e invece di trovare la felicità troviamo la sofferenza.
*Spesso la timidezza deriva dalla mancanza di fiducia in se stessi e dall’attaccamentodall'attaccamento eccessivo alle formalità, alle convenzioni sociali. Siamo prigionieri di un’immagineun'immagine che vogliamo presentare agli altri.
*Per rimediare all’odioall'odio per voi stessi prendete coscienza della falsa immagine che avete di voi stessi e coltivate la fiducia autentica e sana, quella che si basa sulle vostre qualità umane fondamentali. Siate umili e apritevi di più verso gli altri.
*Da un certo punto di vista è bene parlare poco e solo quando si ha qualcosa di importante da dire.
*Parlare molto senza vera necessità è come lasciar spuntare migliaia di erbe inutili in un giardino.
*Riconosciamo i nostri errori, ma senza pensare di condannarci in modo da non poter più vivere normalmente. Non dimentichiamo quello che abbiamo fatto, ma non lasciamoci deprimere o spezzare dal rimorso.
*Le [[religione|religioni]] sono un po’po' come dei rimedi. I rimedi mostrano la loro efficacia quando si è malati, non quando si è in buona salute.
*Il Buddha diceva che bisogna insegnare agli altri secondo i loro bisogni, e conformarsi a quello che si insegna. Mettiamo dunque in pratica i precetti prima di farne materia di insegnamento.
*Praticando il buddhismo non aspettatevi di volare subito nel cielo, di attraversare la materia e conoscere l’avvenirel'avvenire. Lo scopo principale della pratica non è acquisire poteri miracolosi, ma dominare il proprio spirito.
*Il buon senso ci indica che la vita umana è breve, e che è meglio trasformare il nostro fugace passaggio sulla Terra in qualcosa di utile, per noi e per gli altri.
*Paradossalmente, non si può essere utili a se stessi senza esserlo agli altri. Che lo vogliamo o no, siamo tutti collegati, ed è inimmaginabile riusciere a conseguire la felicità soltanto per sé. Chi tenta di farlo finisce nella sofferenza.
* Tu vuoi la [[felicità]] e non vuoi la sofferenza, e se agli altri mostri gentilezza, amore e rispetto, gli altri faranno lo stesso con te, aumentando la tua felicità. Se agli altri mostri rabbia e odio, gli altri mostreranno gli stessi sentimenti, e la tua stessa felicità andrà perduta.
* Se sei [[calma|calmo]], neppure i nemici riusciranno a turbarti. Al contrario, se di solito sei irascibile, non sarai davvero felice neppure quando viene a trovarti il tuo migliore amico.
* Nessuno può affermare con certezza che morirà proprio stanotte, ma chi coltiva la consapevolezza della [[morte]] accetta l’l'''eventualità'' di morire proprio stanotte. Forte di un simile atteggiamento, darai la precedenza alle azioni che possono rivelarsi utili sia nel presente sia nel futuro, rispetto a quelle la cui utilità è solo superficiale.
* Se comprendiamo che la vera natura delle cose è transitoria, non saremo sconvolti dal [[cambiamento]], quando avverrà, neppure da quello prodotto dall'invecchiamento e dalla morte.
* Cerca di tenere a mente il famoso proverbio indiano: «Un domani in cui non ci sarai più sta inevitabilmente arrivando».
* Come ho spiegato, l’l'[[ignoranza]] porta a esagerare l’importanzal'importanza della bellezza, della bruttezza, e di altre caratteristiche, generando bramosia, odio, invidia e aggressività.
* Il [[cielo]] esisteva già prima che le nubi si ammassassero, e continuerà a esistere quando saranno scomparse. È presente anche quando le nubi sembrano coprirne ogni centimetro a noi visibile.
* È essenziale rendersi conto che le emozioni controproducenti quali il rancore, l’invidial'invidia e l’aggressivitàl'aggressività dimorano non nell’essenzanell'essenza della mente, ma alla sua periferia.
* Tutti gli esseri viventi vogliono la felicità e non vogliono la sofferenza.
* In circostanze personali difficili conviene adottare quanto più possibile un atteggiamento di apertura, onestà e sincerità. Se reagiamo con durezza o in modo egoista, non facciamo che peggiorare le cose.
* Le [[avversità]] ti aiutano anche a comprendere quanto sia vantaggioso sbarazzarsi degli atteggiamenti negativi.
* Non perdere in nessun caso la speranza. La vera causa del fallimento è la perdita della speranza. Non rinunciare. Se sei pessimista, non hai alcuna possibilità di riuscire, perciò non ti scoraggiare.
* Anche i bambini piccoli non si preoccupano della religione o della nazionalità, della ricchezza o della povertà: vogliono soltanto giocare insieme. Da piccoli, la sensazione che l’umanitàl'umanità sia un tutt’unotutt'uno è molto più forte. Crescendo, impariamo a fare molte distinzioni; viene data un’indebitaun'indebita importanza a parecchie differenze secondarie e, di conseguenza, la nostra fondamentale sollecitudine verso gli esseri umani diminuisce. Questo è un problema.
* La società in cui la [[gentilezza]] non viene apprezzata si disgrega. Come ho già detto, da bambini dipendiamo in larga misura dalla gentilezza dei nostri genitori, e durante la vecchiaia torniamo a diipendere dalla gentilezza altrui, ma tra l'infanzia e la vecchiaia crediamo, sbagliando, di essere indipendenti. Non è così.
* Se ne sei capace, dovresti aiutare gli altri; se non ne sei capace, dovresti perlomeno non fare loro del male.
 
==Bibliografia==
*Dalai Lama, ''I consigli del cuore'', Mondadori, 2010. Traduzione a cura di Luisa Agnese Dalla Fontana, ISBN 978-88-04-58911-2
*Dalai Lama, ''L'arte della pace interiore'', traduzione di Elisabetta Valdré, Mondadori, 2013. ISBN 978-88-04-62708-1
*Dalai Lama, ''Le religioni sono tutte sorelle'', traduzione di Sergio Orrao, Sperling & Kupfer, 2011. ISBN 978-88-200-5024-5
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