Differenze tra le versioni di "Terry Pratchett"

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Automa: Sostituzioni normali automatiche di errori "tipografici".
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m (Automa: Sostituzioni normali automatiche di errori "tipografici".)
*La maggior parte delle specie si occupa della propria evoluzione man mano che va avanti, così come la Natura ha stabilito. Così è tutto molto naturale e biologico, e in armonia con i misteriosi cicli del cosmo, che ritiene che non ci sia niente di meglio che milioni di anni di tentativi frustrati e di errori per dare a una specie tempra morale, e in alcuni casi, anche una colonna vertebrale. Dal punto di vista delle specie probabilmente va bene così, ma dalla prospettiva degli individui coinvolti può essere una vera porcata, ammesso che quel certo piccolo rettile rosa possa un giorno evolversi in un porco. (p. 11)
*La porta si sarebbe aperta o Morte ci sarebbe passato attraverso? Domanda scema. Lui era noto per la sua capacità di entrare nei posti più sigillati... ''specialmente'' in quelli sigillati, se ci pensavi con un po' di logica. Chiuditi da qualche parte e sarà solo questione di tempo. (p. 23)
*Unici tra tutte le creature del mondo, i troll credono che tutti gli esseri viventi vadano indietro nel tempo. Se in passato è visibile e il futuro è nascosto, dicono, significa che stai guardando nella direzione sbagliata. Tutti gli esseri viventi attraversano la vita dal retro verso il davanti. Un'idea molto interessante, considerando che è stata elaborata da una specie i cui membri passano la maggior parte del tempo a picchiarsi l'un l'altro sulla testa con dei sassi. (p. 25)
*I maghi non credono negli dei, così come la maggior parte delle persone non ritiene necessario, per esempio, credere nei tavoli. Sanno che esistono. che sono lì per uno scopo, probabilmente pensano che abbiano un posto in un universo bene organizzato, ma non vedono il motivo di ''crederci'', di andare in giro a dire: «O grande tavolo, senza il quale siamo uno zero». (p. 26)
*«Voglio dire che è una tradizione» sbottò l'arcicancelliere. «Dove sono nato io c'erano alcuni vampiri molto rispettabili. Erano nelle loro famiglie da secoli». <br />«Sì, ma bevono sangue» disse il Sommo Algebrico. «A me non pare una cosa molto rispettabile». <br />«Ho letto da qualche parte che loro non hanno veramente bisogno di sangue, disse il Decano, volenteroso, «ma di qualcosa che sta nel sangue. Credo che si chiamino Emoglobin». <br />Gli altri maghi li guardarono. <br />Il Decano scrollò le spalle. «Non guardate me, disse. «Si chiamano Emoglobin. C'entra qualcosa il ferro che certi hanno nel sangue». <br />«Mi venga un colpo se ho dei goblin di ferro nel sangue» disse il Sommo Algebrico. (p. 37)
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