Giovanni Gronchi: differenze tra le versioni

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==Citazioni di Giovanni Gronchi==
{{Int|Dal discorso di Insediamento del Presidente della Camera, 8 maggio 1948|Stenografico trascritto del Discorso di Insediamento nell'[http://storia.camera.it/presidenti/gronchi-giovanni/i-legislatura-della-repubblica-italiana/discorso:0#nav Archivio della Camera], Roma, 8 maggio 1948.}}
*E se noi ricordiamo che la democrazia, quella cui tutti ci appelliamo quasi da ogni settore di questa Camera, non è soltanto convivenza e libero sviluppo di forze politiche, siano esse di maggioranza o di minoranza; non è soltanto un equilibrio di poteri nella vita e nella struttura dello Stato, ma è soprattutto un costume, io credo che da questa Assemblea verrà a tutto il Paese l'esempio di un rinnovato costume politico, attraverso il quale la discussione non sarà rissa, o scambio di invettive, o volontà di sopraffazione, ma sarà, invece, aperto, chiaro, consapevole sforzo di convergenza - pur nella divergenza delle idee - verso uno scopo superiore, che è quello di servire il nostro Paese.
*{{NDR|Riferendosi al regime fascista}} Queste vicende, onorevoli colleghi, ci ammoniscono che la libertà e la democrazia non sono mai conquiste irrevocabili nella vita di un popolo, ma sono momenti del suo cammino faticoso verso forme superiori di convivenza sociale e politica. Ed oggi noi siamo proprio all'inizio di un nuovo periodo verso queste forme superiori di vita a cui tendiamo.
*Le dittature hanno rappresentato e rappresentano tuttora le residue forze di resistenza di un passato che non si rassegna a morire; sono l'espressione di vecchie classi dirigenti - e non sempre né esclusivamente borghesi - le quali sono ancorate a concezioni superate e lontane, a tentativi di fermare e di cristallizzare, con affermazioni di predominio e di forza da parte dell'una o dell'altra frazione sociale, la vita e il movimento della collettività, mentre questi risultano dal contrasto di elementi irriducibili e contrapposti e riposano sulla loro indistruttibile pluralità.
*Si direbbe che i Governi - e purtroppo di qualsiasi ideologia politica - siano assai lontani dalla coscienza popolare, poiché questa volge verso forme più umane ed istintive di solidarietà che superano i nazionalismi senza rinnegare il sano senso nazionale, mentre troppo spesso Cancellerie e Governi ritornano ai criteri e ai principi delle sfere di influenza e della spartizione del mondo sulla base d'un predominio.
 
{{Int|Dal discorso di Insediamento del Presidente della Repubblica alle Camere, 25 giugno 1953|Stenografico trascritto del Discorso di Insediamento nell'[http://storia.camera.it/presidenti/gronchi-giovanni/ii-legislatura-della-repubblica-italiana-1/discorso:0#nav Archivio della Camera], testo originale pubblicato nell'[http://presidenti.quirinale.it/Gronchi/documenti/gro_a_insediamento.htm Archivio della Presidenza della Repubblica], Roma, 25 giugno 1953.}}
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