Differenze tra le versioni di "Renato Guttuso"

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*{{NDR|In occasione degli ottant'anni di [[Ignazio Buttitta]]}} Ero un bambino di dieci o dodici anni e ricordo, una sera, un corteo con una bandiera rossa, la prima bandiera rossa della mia vita. In testa al corteo c'era Ignazio, il poeta Buttitta, che aveva stampato il suo primo libro di poesie, Sintimintali...<ref>Citato in Matteo Collura, ''[https://web.archive.org/web/20160101000000/http://archiviostorico.corriere.it/1997/aprile/06/Ignazio_Buttitta_cantastorie_dalla_parte_co_0_9704062637.shtml Ignazio Buttitta, un cantastorie dalla parte dei vinti]'', ''Corriere della Sera'', 6 aprile 1997, p. 31.</ref>
*Forse l'uomo che ha inciso di più su di me è stato [[Pablo Picasso|Picasso]], anche come persona di cui sono stato amico. Era un uomo estremamente vitalizzante. Quando stavi con lui, una sera, a pranzo, qualche ora, per vedere le sue opere insieme a lui, ne uscivi arricchito, eccitato, fecondato quasi.<ref name=Guttu>Da ''Diario di Guttuso'' di Giuseppe Tornatore, per Rai Teche; video disponibile in ''[http://www.regionesicilia.rai.it/dl/sicilia/video/ContentItem-888efbd0-47af-4644-8445-83725965557a.html Diario di Guttuso-prima puntata]'',''Regionesicilia.rai.it''.</ref>
*[[Ignazio Buttitta|Ignazio]] è un vecchio combattente, antifascista. Ricordo i tanti dispiaceri che ha avuto, tante noie, tanti danni, perchèperché gli andavano a guastare la bottega i fascisti. Mi ricordo che teneva la fotografia di Matteotti con un lumino davanti. Ricordo tante cose di Ignazio. La fraternità tra me e lui è una vecchia fraternità. Un'altra delle cose che ricordo di ignazio sono i battesimi dei suoi figli. Quando Ignazio teneva a battesimo un figlio o una figlia, faceva una specie di convegno di poeti siciliani che si teneva nella terrazza di casa sua, a Bagheria. La sera, oltre alla grande abbondanza dell'ospitalità sua, c'erano questi poeti che recitavano le loro poesie.<ref name=Guttus/>
*Io dico sempre che le cose che hanno più influito sulla scelte della mia vita sono Villa Palagonia e la pittura dei carretti. Sono i due elementi che hanno influito sulla mia immaginazione, sulla mia fantasia, profondamente. Non me li tolgo di dosso.<ref name=Guttu/>
*La [[pittura]] è una lunga fatica di imitazione di ciò che si ama. (ottobre 1980, citato in [[Enrico Crispolti]], ''Leggere Guttuso'', A. Mondadori, 1987)
*{{NDR|Tu hai girato moltissimo per il mondo. Dove hai trovato la Sicilia?}} In Sicilia sicuramente. Non credo ci sia al mondo un posto come la Sicilia, almeno per me. Sono un siciliano viziato.<ref name=Guttus/>
*Non posso dirti come vada il lavoro, perchèperché non ne so nulla, e poi ho avuto il mal di denti, e poi è un momento che di lavorare non ho voglia. La campagna mi ha eccitato qualche momento – così bella e così inaspettatamente ricca di colore... Ma certe volte io vedo, sento penso e non mi piace dipingerlo. Mi pare di guastarmi un piacere privato. Non so che deduzione trarre da siffatti sentimenti ma preferisco guardare persino senza pensare. (Lettera di Renato Guttuso a Cesare Brandi, 25 luglio 1939, Archivi della Soprintendenza di Siena; pubblicata in ''Brandi Guttuso, storia di un'amicizia'', a cura di Fabio Carapezza Guttuso, Electa, Milano 2006, p. 10)
*{{NDR|Parlando di [[Leonardo Sciascia]]}} Questo pezzo di Sciascia che tu mi ricordi è uno dei più belli che abbia scritto su di me, e anche uno dei primi, per cui gli sono molto grato. Ma io penso che lui proietti più la propria angoscia anziché identificare la mia.<ref name=Guttus/>
*Se io potessi scegliere un momento nella storia e un mestiere, sceglierei questo tempo e il mestiere del pittore. Le condizioni oggi sono storicamente privilegiate, che si abbia la forza e la libertà interna necessaria in tempi così pericolosi. (citato in Leonardo Sciascia, ''La semplificazione delle passioni'', in ''Catalogo della Mostra antologica dell'opera di Renato Guttuso'', Palermo, Palazzo dei Normanni, 1971)
*{{NDR|Parlando di opere di esordio come La fuga dall'Etna, accostate, in chiave narrativa e poetica, a Verga}} La poetica è per entrambi quella di «semplificare le umane passioni»; ma quella di Verga prende avvio da un ritorno, quella di Guttuso da una fuga. La differenza non è trascurabile. Si potrebbe dire, con una battuta, che c'è di mezzo tutta la scala zoologica: dall'ostrica all'uomo in rivolta. E tuttavia l'ostrica di Verga, l'uomo attaccato allo scoglio della miseria e degli affetti, soffre come e quanto l'uomo in fuga, l'uomo in rivolta di Guttuso. Il sistema della sofferenza, il sistema della passione. (Leonardo Sciascia, ''La semplificazione delle passioni'', in ''Catalogo della Mostra antologica dell'opera di Renato Guttuso'', Palermo, Palazzo dei Normanni, 1971)
 
*Nessuna crisi può segnare il punto del cedimento per un uomo, per un artista, il cui elemento di vita è appunto la crisi. Guttuso è sempre in crisi: sicchèsicché nessuna crisi può coglierlo con insidia o alla sprovvista. Il suo essere pittore è una passione, una febbre – cioè, propriamente, una crisi. (Leonardo Sciascia, ''La semplificazione delle passioni'', in ''Catalogo della Mostra antologica dell'opera di Renato Guttuso'', Palermo, Palazzo dei Normanni, 1971)
*La tua preoccupazione e il tuo sgomento non vengono dallo scoprirmi in contraddizione: sono un modo e del tuo modo di vivere il comunismo, e del tuo modo di intendere l'amicizia. Tu dici “La notizia della tua candidatura nel PR mi ha fatto riflettere sulla misura e qualità della mia amicizia per te”. Al contrario, il tuo essere comunista negli anni del realismo socialista, durante la polemica Vittorini-Togliatti, di fronte ai fatti d'Ungheria e di Cecoslovacchia, in questi anni di compromesso storico, non mi hanno mai fatto riflettere sull'amicizia che sentivo per te anche prima di conoscerti e che poi ha trovato conferma nel conoscerti [...] Un mio concittadino usava chiudere le discussioni con questa frase: “Siamo d'accordo, ma la pensiamo diversamente”. Anche noi, caro Renato, siamo d'accordo su tante cose: ma la pensiamo diversamente. Contentiamoci dell'essere d'accordo su qualche punto. E continuiamo, finché si può, a pensarla diversamente. (dalla Lettera di Leonardo Sciascia a Renato Guttuso, pubblicata su ''la Repubblica'', maggio 1979)
*Per un artista vero – qual è per esempio Guttuso – il "realismo socialista" non esiste. Guttuso è un grande pittore più quando fa ''I tetti di Sicilia'' che quando dipinge i ''Funerali di Togliatti''. Le etichette esistono in senso deteriore, e per la parte deteriore. (Leonardo Sciascia, intervista su ''Critica Sociale'', gennaio 1978, p. 17)
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