Differenze tra le versioni di "Emilio Cecchi"

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*L'arte non adopera materialmente le cose dell'esperienza; ma dà forma comunicativa all'emozione ch'esse suscitano in noi.<ref>Da ''Parolacce'' in ''Di giorno in giorno'', Garzanti.</ref>
*L'[[errore]] di una forte personalità artistica, è quasi sempre più istruttivo dei successi di un talento irrilevante.<ref>Da ''Scrittori inglesi e americani'', Mondadori.</ref>
*Nella igiene e nella salute del [[mondo]] ha gran parte, forse la parte suprema, il trascurare, il [[Distruzione|distruggere]], semplificare e dimenticare. Le antiche [[civiltà]] erano vigorose e vitali perché generosamente distruggitrici e si affidavano spavaldamente all'[[oblio]]. (da ''America Amara''<ref name="beic">Citato da [[Paolo Monti]], innel Archiviocatalogo Paolodella Montimostra (Biblioteca''Quarta europeaMostra diBiennale informazioneInternazionale edella cultura)Fotografia'', Edizioni Biennale Fotografica, Venezia, 1963; citato in ''[http://www.beic.it/mostre/monti/conversazioni.html Conversazioni]'', ''Archivio Paolo Monti'', ''Beic.it''.</ref>
*Non siamo mai in un atto, ma sempre alla periferia, al punto di tangenza di due o più atti.<ref>Dai ''Taccuini'', a cura di N. Gallo e [[Pietro Citati]], Mondadori.</ref>
*Non so di che specie egli {{NDR|[[Dino Campana]]}} fosse: se superiore o inferiore alla comune nostra; certo è ch'era di altra specie. [...] Da lui e dal coetaneo [[Giuseppe Ungaretti|Ungaretti]], s'inaugura un tono intimo e grave nella nostra ultima poesia.<ref>Da ''L'Approdo'', gennaio-febbraio 1952; citato in ''Antologia critica'' a [[Dino Campana]], ''Canti orfici e altri scritti'', Oscar Mondadori, 1972.</ref>
*Quando frequentando una casa, si vede un [[gatto]] con tutto l'aspetto d'un gatto, e che in tutto si comporta come gatto; ma invece a poco a poco si riconosce ch'è un bambino: un bambino non nato, che s'è travestito da gatto, e da quei tondi buchi degli occhi vi guarda con gli occhi del gatto. E si capisce che quei gemiti, quei sommessi miagolii, suonano come balbettate parole. Dall'innocente signora che siede con in grembo l'innocente gattino, a volte si distoglierebbe lo sguardo, come dall'assurdità inafferrabile quanto intollerabile d'uno di quei disegni del [[Jean-Ignace-Isidore Gérard|Grandville]] dove una placida papera o una lumaca madornale ha partorito e porge la poppa a un esserino con la testa di gatto.<ref>Da ''Corse al trotto e altre cose'', Sansoni, Firenze, 1952, p. 554.</ref>
*Soltanto una cosa è più lugubre dell'uomo che mangia solo; ed è […] l'uomo che [[ubriachezza|beve]] solo. Un uomo solo che mangia somiglia a un animale alla mangiatoia. Ma un uomo solo che beve, somiglia a un suicida.<ref>Da ''Lo scrittojo'', ne ''L'osteria del cattivo tempo'', Corbaccio.</ref>
 
== ''America amara'' ==
*Nella igiene e nella salute del [[mondo]] ha gran parte, forse la parte suprema, il trascurare, il [[Distruzione|distruggere]], semplificare e dimenticare. Le antiche [[civiltà]] erano vigorose e vitali perché generosamente distruggitrici e si affidavano spavaldamente all'[[oblio]].<ref name="beic">Citato da [[Paolo Monti]], in Archivio Paolo Monti (Biblioteca europea di informazione e cultura), ''[http://www.beic.it/mostre/monti/conversazioni.html Conversazioni]''.</ref>
 
==''Corse al trotto''==